Ri-abbattiamo il muro!

…o meglio, “Ich bin ein Bratwurst!” perché ne ho mangiati decisamente di più. Purtroppo sono tornato da Berlino. Una città splendida dove si respira la storia dell’Europa, si sente il presente e si scorge il futuro. Già il primo giorno mi sono chiesto perché anche nelle nostre città non fanno come a Berlino. Trieste è piccola, è vero, ma ha un bel po’ di cose da raccontare. Senza poi dimenticare le piccole cose che semplificano la vita urbana, come la pulizia, l’uso delle bici. Ai nostri occhi i tedeschi sembrano quadrati e rigidi. A me sembra invece che siano bravi a NON complicare le cose e vivere più semplicemente.

Insomma come si vive a Berlino?

Risponderò rovesciando il punto di vista.
Atterrati a Venezia, prendiamo l’automobile per tornare a casa. Area di sosta di Cessalto: bagno, caffè, gonfiare le gomme e pulire il vetro polveroso. Già all’entrata un puzzo di piscio-benzina, e un SUV parcheggiato su un posto e mezzo.
Entro nel bagno e c’è la donna delle pulizie seduta che pretende monetine. E’ evidentemente la sua unica occupazione, perché il bagno è un vero cesso schifoso. E quella tira un acido “Buon giorno!” quando esco senza darle la moneta…
Cassa del bar. Mi metto in coda, e due vecchiette mi si infilano davanti come niente fosse. Neanche il tempo di augurare una lunga agonia, che ci provano anche due ragazzine… “Ma c’ho scritto stronzo in fronte!?” mi chiedo mentre le sego con uno sguardo-laser che le fa indietreggiare. Alla cassa sono in tre, ma lavora una, perché gli altri due fanno il giochino del “Vai prima tu…”, “Ma no tranquillo, vai prima tu”.
Bancone del bar. C’è gente che probabilmente ancora aspetta di essere considerata o di poter uscire, perché viene servito non chi sta davanti, ma chi urla di più. E nessuno si sposta. Prendo il mio cappuccino e brioche e scappo su un tavolino sommerso da resti di tazzine della mattina precedente.
Vado ai frighi, perché ho sete e vorrei bere qualcosa. Mezzo litro di coca 3 euro! Bottiglia di acqua da 0,75, 1 euro e 70!!! Come un pacco da 6×1,5 litri al supermercato. Mi tengo la sete ed esco tra cristi e madonne saltellanti.
Andiamo a gonfiare le gomme. Ci sono 2 colonnine aria/acqua. Una ha solo il tubo dell’aria, l’altra neppure quello. Altre madonne e cristi. Prendo una bottiglia e vado a riempirla nel bagno del benzinaio (che è comunque un cesso, ma almeno non pretende soldi) e lavo il parabrezza come nel 1951… versandoci l’acqua sopra. A pochi metri una volante della stradale sta facendo benzina e mi viene in mente di andare a dire agli agenti “Ragazzi, fate qualcosa, arrestate qualcuno… questo è una vergogna per il paese! Ma in che condizioni umilianti ci fanno vivere!?”. Rinuncio, perché probabilmente arresterebbero me per disturbo della LORO quiete pubblica.
Lasciamo l’area di sosta, e ci dirigiamo verso Trieste, fino alla quale a ogni sorpasso effettuato a 130 km/h ci ritroveremo in culo almeno un SUV che ci lampeggia perché lui i sorpassi li deve fare a 150 minimo.

Ecco, solo dopo essere tornato in Italia (nell’avanzatissimo Nordest, tra l’altro) mi sono reso conto di aver capito i tedeschi. Ho capito che per loro venire in Italia è come fare un safari nella savana. O anche, è come tornare ai tempi della Germania divisa, avendo il capitalismo dell’occidente e l’arretratezza dell’oriente tutto in uno. Il muro di Berlino non è crollato, si è solo spostato sui confini con l’Italia. Siamo un altro mondo, alla faccia del Schengen e dell’Unione Europea. Ci crediamo tanto furbi, ma siamo solo dei ridicoli krapfen.

Un pensiero su “Ri-abbattiamo il muro!

  1. Ciao, a primo acchito ti avevo preso per un filonazista e stavo per voltare pagina, poi andando avanti nella lettura mi sono resa conto che anche a te è capitato quello che è successo a me di ritorno dalla Germania. Tu a Berlino, io nella più tradizionalista Muenchen (la Bavaria si sa è ancora dei preti e affini, ma il sindaco di Monaco è di sinistra ed è pure un cabarettista) anche se con sprizzi e sprazzi non convenzionali. E’ proprio vero che dopo qualche anno (quando già la gente comincia a chiederti: “ma passati i 5 anni chiederai la nazionalità tedesca, rinunciando a quella italiana ?”, pur guardandoli ancora stralunato alla sola idea di tradire la madrepatria e perdere l’ultimo brandello di cordone ombelicale che ancora ti lega, quando torni in Italia cominci a pensare così: che è vero che lo Stato in Italia COMPLICA la vita dei suoi cittadini invece di semplificarla. Che le nostre strutture e organizzazioni rendono tutto più difficile, che non hai speranze di ottenere una carta in un paio d’ore, che quando chiedi qualcosa di cui hai diritto ti fanno pentire amaramente di aver solo pensato di chiederlo, ecc. ecc. E quindi il tuo esempio di come si vive un sol giorno in Italia calza a pennello…cosa posso dire ? mal comune, mezzo gaudio ? magra consolazione, non è vero ?

    Mi piace

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...