Nord Africa, Europa presente… pure troppo!

Sembra poco probabile che gli accadimenti iniziati in Tunisia e che hanno scatenato la guerra civile in Libia abbiano preso alla sprovvista Onu, Usa e Ue. Direi che si tratta invece di “finto tontismo”, o “finto immobilismo-burocratico”, per mascherare interessi energetici. Perché?

Non si studia nelle scuole, ma dal 1975 fino al 1987 ci fu una guerra tra il Ciad e la Libia. Quest’ultima invase il Ciad per dare mano forte a Goukouni Oueddei contro il governo di transizione di Hissène Habré (poi presidente del Ciad dal 1982 al 1990). Se l’appoggio anti-Habré fu di Gheddafi, Habré fu sostenuto militarmente da Francia e Usa. I primi per interessi ex-coloniali nel Ciad, i secondi in chiave anti-Gheddafi. Ne risultò una guerra aperta nella quale la Libia occupò il nord del paese, fino al 1987 quando fu militarmente sconfitta e abbandonò il Ciad. In questo contesto sono da leggere l’appoggio di Gheddafi al terrorismo e il bombardamento del ’86 della sua residenza da parte degli Usa.

Il Ciad rimase da allora un paese fortemente destabilizzato, in perenne stato di guerra civile strisciante. Nel ’90 un nuovo colpo di stato militare depose Habré e insediò un suo ex luogotenente, Idriss Déby Itno, che sembra godere dell’appoggio politico di Geddafi. A seguito di occasionali scaramucce di confine, nel 2005 il Ciad dichiarò guerra al Sudan (confina con la regione del Darfur, sotto missione Onu, UNAMID). Il paese ancora oggi ospita notevoli truppe francesi (esercito e aviazione) in una missione di “peace enforcement”, su mandato dell’Onu (EUFOR/Chad e MINURCAT), che interessa però solo la parte est del paese, quella ricca di petrolio, sede di numerosi impianti Exxon-Mobil, Elf, Chevron-Texaco, Petronas. Fuori da quest’area le compagnie non si muovono mai senza eserciti “aziendali”, magari pescati nella regione e addestrati da ex legionari francesi, destabilizzando ulteriormente la situazione.

Ora tutto questo casino si sta riversando in Libia. Le forze del Ciad pro-Gheddafi ora gli restituiscono il favore, supportandolo armi in pugno a casa sua. Sotto il naso di Onu, Usa e Ue.

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