Autopsia della Pace

Sezioniamo l’articolo 11 della Costituzione.

“L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali;”

Sembra abbastanza chiaro, ma è molto interpretabile. In via teorica è possibile fare una guerra economica o territoriale, senza offendere la “libertà di un popolo”. Anche quel richiamo alle “controversie internazionali” lascia aperta la possibilità a “controversie interne” di uno stato.

“consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni;”

Non dice né quali, né quanti altri stati paritari, e non dice neppure di chi si limita la sovranità (nostra, con la presenza delle basi Usaf o di un’altra entità, con l’occupazione tipo Afghanistan). Insomma, dice che passando per un accordo paritario tra stati, si può occupare un territorio. I concetto-obiettivo di “pace e giustizia” tra le nazioni è molto arbitrario (Iraq, Afghanistan… ma Arabia Saudita? la Birmania?).

“promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.”

Per ora queste sono Nato, il Consiglio di Sicurezza dell’Onu, l’Onu, e un domani magari un Consiglio di Sicurezza dell’Ue… o qualsiasi altra organizzazione internazionale “rivolta a tale scopo” (pace e giustizia tra le nazioni).

Quindi: l’Italia non ripudia la guerra a prescindere.

Nel caso concreto della Libia, credo che l’Italia abbia fatto una figura di merda colossale che ora sta cercando di “lavare col sangue”: per interessi economici di alcune aziende, l’intero paese si è fatto umiliare da Gheddafi.

Questo succedeva neppure un anno fa!

Né Napolitano, né La Russa, né Berlusconi mi parlino quindi di “orgoglio nazionale”!!!

La “comunità internazionale” fa di peggio. Si parla di “favorire la libertà dei popoli”, ma si pensa a interessi geostrategici. La Francia (già presente in Ciad) e Regno Unito vogliono tornare potenze imperiali, soprattutto in Africa. Gli Usa non hanno interesse a impedirglielo (come hanno fatto durante la de-colonizzazione) perché ad allungare la mano sul petrolio africano questa volta è la Cina.

Se la libertà dei popoli fosse almeno un “danno collaterale” della “tutela” degli interessi economici, tutti saremmo più felici. Ma non è così. Solo contro Gheddafi è stato utilizzato l’argomento “impedire la repressione”, organizzando un urgente intervento militare quando era oramai chiaro che il fronte interno stava crollando. Nessun intervento, neppure a parole (come è successo con Mubarak) contro le monarchie e i governanti assoluti in Bahrein, Arabia Saudita, Siria, Kuwait, Yemen, dove i popoli chiedono democrazia e vengono repressi da “tiranni amici”.

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