Libertà! Ad ogni costo!

Come si sentirebbe un paese, come l’Italia o gli Usa, se un esercito molto più potente invadesse il suo territorio? Se ogni istituzione che delinea le regole del vivere comune, come sempre accade nelle guerre, crollasse improvvisamente. Cosa farebbe la gente? E l’esercito? La risposta la tenta un video gioco appena uscito.

Un richiamo al patriottismo Usa, un esercizio mentale di “resistenza” all’occupatore, un stimolo emotivo a “essere pronti al peggio”. Ma quello che emerge lateralmente, ma con forza, è che le situazioni nel gioco sono esattamente le stesse usate da Hamas, Olp, Hezbollah, Talebani, insurgents afghani e iracheni, Vietnamiti, perché no?, dai signori della guerra somali, sudanesi o libici.

Tutti loro hanno (avuto) la guerra in casa con l’intervento di un esercito mille volte più potente (e mille volte meno motivato). Hanno fatto o fanno esattamente ciò che ora gli “americani virtuali” sono chiamati a fare nel gioco, sotto la parola d’ordine “Per la libertà si fa tutto!”. Ma fuori dal gioco, la realtà è diametralmente opposta. Per ora.

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