Immaginiamo la scena: una popolazione di alieni giganti, discutono della riproduzione umana.

“No, se lasci che facciano da soli ci mettono troppo tempo, e poi non sai cosa ti viene fuori. E’ meglio che gli stacchi un arto, e da quello ottieni le stesse caratteristiche, in una frazione di tempo”.

Questo mi è venuto in mente pensando a cosa, noi umani, consideriamo naturale. La coltivazione degli olivi, delle viti, degli alberi da frutta, e chissà di cos’altro, avviene per “clonazione” fatta dall’uomo, un po’ come nella scena degli alieni sopra.

L’evoluzione ha prodotto il seme, le spore, che servono per creare un individuo diverso, prodotto di una combinazione genetica di altri individui. Perché? Non c’è una ragione, è il risultato, il “meglio” che è stato capace di sopravvivere ai millenni.

L’olivo, la vite, ecc, naturalmente nascerebbero da semi che si trovano nei frutti, nati dall’impollinazione dei fiori. Gli animali si accoppiano scegliendosi a seconda di istinti o gusti individuali. Ma a noi non va bene. “Ci mettono troppo, e poi non sai cosa ti viene fuori” (Rischi che ti cresca una lavastoviglie!).

Abbiamo bisogno di comprimere il tempo delle piante e degli animali, per adattarlo alle nostre necessità (cibo, industria). Ma continuiamo a considerarlo “naturale”, anche se la Natura avrebbe provveduto in tutt’altro modo, e con tutt’altri tempi. Magari ammazzandoci un po’ di più.

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