A un secolo dalla follia. No, non ci casco!

peperepe

E bravi voi, ve ne state sepolti e ammucchiati lì nelle vostre fosse, negli ossari e nelle trincee ancora da riscoprire. Veramente bravi, bel esempio di sacrificio per la Patria.

Fessi, ecco cosa siete e cosa eravate! Fessi!!! Miseri, siete andati a morire come caproni, ma per chi? per cosa? Non lo sapevate, ma ci siete andati. Per il Re e la Patria, ecco, per la Bandiera e l’Onore dei generali che così si potevano bullare con i colleghi dell’altra trincea.

Fessi allora, e quindi ora vi meritate tutti questi onori offertivi da questi babbei con i pennacchi, dalle marionette dei picchetti, dai doppi petti scortati in macchine blu. Sì, proprio questi vampiri, eredi di quelli che vi hanno mandato al macello. Al quale siete andati malvolentieri, ma ci siete andati senza ribellarvi.

E ora questi sfilano, si ornano, si atteggiano, bevono e mangiano, si fanno belli e si dichiarano onorati per il vostro gesto. Che chiamano eroismo. Coraggio e abnegazione. Sprezzo del pericolo. Amor patrio. Fedeltà alla Bandiera. E appendono allori e medaglie sulle vostre tombe. Bello, eh? E si riempiono la bocca di “alti valori civili e militari”, emersi dal vostro sacrificio, tacendo le cause dello stesso: opportunismo politico e affari economici di quelli per i quali avete accettato di morire.

Voi eroi? Che in guerra ci siete andati perché “si doveva”, che siete stati straziati e dilaniati da armi che voi stessi avete costruito, che nel fango delle trincee siete stati messi ad avere paura, a morire di freddo, malattie, parassiti. Che andavate incontro alle trincee nemiche ubriachi, con le stesse mutande da settimane e in faccia il sangue di chi vi stava accanto fino a un minuto prima. E ci siete andati! Cosa volete ora? Rispetto e onori? No da parte mia. Rispetto vada a chi ha lottato per salvare la pelle sua e dei suoi cari, non a chi non ha saputo o voluto ribellarsi di fronte al macello orchestrato da altri.

Anzi, io vi maledico! Così come vi maledivano gli uomini e le donne che avete lasciato per andare a morire gratuitamente come caproni. Come vi maledicevano le vostre madri e i vostri orfani, dovendo addirittura ringraziare i vostri carnefici per la commemorazione offerta in vostro onore. Bell’affare avete combinato alle vostre famiglie: una corona di fiori e una medaglietta in cambio di un padre, un marito, un figlio, un fratello.

E ora proprio voi, poveri fessi, venite indicati come modello. Bravi! Bella eredità ci avete lasciato: come morire senza protestare. Generazione di suicidi di massa per nulla. Ecco perché non intendo onorarvi! Oggi il vostro contrappasso siano le vostre tombe ornate da filo spinato, bombarde e baionette che vi hanno portato via la vita, vi accompagnino in eterno. Che onori siano tributati alle vostre ossa con pompose cerimonie che esaltano la necessità del vostro massacro. Che parlino in vostra vece questi cialtroni riveriti e scortati. Che vengano applauditi dai vostri eredi, quelli che hanno imparato la lezione da voi impartita e ora sono pronti a immolarsi e offrirsi carne da cannone in loro beneficio. Grazie!

(pubblicato per la prima volta nel 2006 su tredicipunti.splinder.com con il titolo “A monito per le future generazioni in guerra”)

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