Arrivo a sorpresa degli alieni. Le persone fuggono dalle città con i loro SUV creando ingorghi sulle statali nelle campagne (ma dove andate!?). Sommosse e saccheggi dei negozi (sono arrivati gli alieni, che ve ne fate delle Playstation 4!?). Il colonnello a capo della situazione (ma un politico ogni tanto?). L’elicottero militare che preleva gli scienziati a casa (di notte, ovviamente). La tendopoli hi-tech dell’esercito con gli elicotteri che vanno e vengono (ma una caserma non ce l’avete?). Gli scafandri NBC e la decontaminazione con la procedura dettata via altoparlante a tutto l’accampamento (visto l’ultima volta in Austin Powers – Goldmember). Il buon vecchio M-16/AR-15 (che non ha mai scalfito un alieno uno!). La bomba con timer digitale in bella vista (immancabile!). Crisi mondiale con Cina, Russia, Pakistan (ma non c’erano i talebani lì?) disinnescata dall’iniziativa di un singolo all’ultimo momento.

Ok, i luoghi comuni di un film di fantascienza alieno-correlato ci sono tutti. Quindi non è questa la forza di Arrival. Qual è allora la sua forza? Non ne ha. E non pretende di averla.

Arrival è un film tutto sommato semplice, lineare. Un racconto di fantascienza che in parte ricorda Ultimatum alla Terra, ma senza la lezione morale all’umanità. Non chiede sforzi allo spettatore, si lascia leggere, prevedere (con tutti ‘sti luoghi comuni, poi). Allo spettatore chiede semplicemente di essere spettatore, di guardare, lasciarsi andare, non pretendere, non cercare di oltrepassare lo schermo. Di stare in sala con il cellulare spento, come alieni in mezzo a due mondi: quello nostro lasciato fuori dalla sala, e quello che vediamo dall’altra parte dello schermo.

Voto: sacchetto grande di m&m’s.

2 pensieri su “Arrival – lo spettatore davanti al film

  1. Nel mondo della finanza la falsa informazione pare essere la regola. Dal rating della Lehmann brothers il giorno prima del crollo, al prospetto informativo della carta di credito, al financial plan della compagnia che sta per quotarsi in borsa. Bisogna apparire in salute, come le antilopi che saltano 2 metri, perché il leone scelga un’altra preda.

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