La favola del libero pollaio

C’era una volta un libero pollaio. Una comunità di galline, galli e polli che viveva libera nella boscaglia. Per essere più sicuri, e difendersi da volpi, gatti e cani randagi, il pollaio ha imparato a dormire sugli alberi, essere solidale per cercare cibo, e organizzato per fare le guardie, a tutela degli individui e della collettività.

Un giorno nella boscaglia si sparse la voce che girava una faina. Gli anziani e le anziane del pollaio, che avevano già visto all’opera una faina, si riunirono in assemblea e decisero di raddoppiare le guardie di notte e alle uova.

“Dobbiamo fare molta attenzione, la situazione è pericolosa. Tenete gli occhi aperti- dissero gli anziani al primo gruppo di guardia potenziata-, non dormite, non fatevi distrarre o confondere da situazioni strane. State in guardia”. Raccontarono poi come agisce una faina, come si insinua nel pollaio e le stragi che fa.

Gli anziani raccontarono la storia diverse volte, a diversi gruppi di guardia, e questi si passarono puntualmente le consegne tra di loro: “Non distrarsi, tenere gli occhi aperti, fare molta attenzione perché la situazione è molto seria e pericolosa. State in guardia”.

Una mattina il pollaio si svegliò. Ne mancava metà. Penne e piume ovunque, e gusci di uova rotte. Gli anziani sconvolti corsero dal turno di guardia che stava smontando: “Cos’è successo!?”. I guardiani prontamente li rassicurarono: “E’ stata la faina”.
“E voi?”, chiesero gli anziani attoniti.
“Siamo stati in guardia, con gli occhi aperti, concentrati, abbiamo fatto attenzione e non ci siamo distratti. Abbiamo visto tutto!”, assicurarono i guardiani e proseguirono per la loro strada, visto che intanto il loro cambio era arrivato.

Morale. Non serve a nulla stare attenti con gli occhi aperti per riconoscere il pericolo se poi, quando il fascismo inizia a manifestarsi, non ci si espone e non si fa nulla per fermarlo.

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