Se NON volete capire il terrorismo, ignorate questo

*** originariamente pubblicato sulla fu Newsagenda.it il 10/1/2015

Ci hanno dichiarato una guerra santa! Hanno attaccato la nostra libertà di parola! Sono delle bestie primitive! L’Islam è geloso dell’Occidente e vuole distruggerlo!

Se viviamo il terrorismo di matrice islamica solo attraverso la piattezza temporale della cronaca giornalistica, non andremo mai oltre a dichiarazioni simili. Se NON vogliamo capire, questa è la strada.

Ma perché fermarsi qui? Ci sono altre cose importanti che merita NON capire.Per esempio il rapporto della Francia con Africa e Medio Oriente, la sua storia coloniale. In particolare bisogna ignorare i suo rapporto con l’Algeria, da dove sono originari i cittadini francesi di religione islamica, e la sua guerra d’indipendenza. Meglio quindi non vedere neppure il film La battaglia di Algeri di Gillo Pontecorvo.

Bisogna poi evitare di sapere del coinvolgimento della Francia nella colonizzazione e decolonizzazione del Chad, Congo, Tunisia, Marocco, nella guerra tra Libia e Chad (da cui l’inimicizia con Gheddafi, la strage di Ustica, ecc.) e poi nella seconda guerra civile in Chad , che poi si riverserà nel Darfur (Sudan).

E poi bisogna ignorare assolutamente l’onnipresente zampino francese nelle guerre locali in Costa d’AvorioNigeriaNigerSudanRepubblica CentrafricanaRwandaMali, nuovamente in Libia, dove anche se si presentano come amici o “forze di pace”, continuano a giocare sporco perseguendo interessi ex coloniali. Come fanno sempre in Africa, in barba all’Unione Europea, sia l’Olanda sia il Belgio.

Non dimentichiamo poi di ignorare il ruolo francese in Medio Oriente, “amministratrice” coloniale di Libano e Siria, poi sostenitrice della causa palestinese, di regimi e gruppi islamisti anti-israeliani, amicizie pericolose utili ancora oggi.

Nello stesso modo, se NON vogliamo capire l’origine jihadista del terrorismo attuale, dobbiamo ignorare le sue radici prettamente religiose in Arabia Saudita (non ascoltate qui e qui). Bisogna coprirsi gli occhi davanti al fatto che proprio il rapporto impossibile, ma economicamente saldo, tra USA e Arabia Saudita sia il più potente generatore del fanatismo sunnita che dal Medio Oriente si irradia nel mondo.

E’ essenziale non sapere come e perché sono nati i mujaheddin in Afghanistan (non guardate questoquest’altro), il ruolo dell’Arabia Saudita, Pakistan e USA in quello che poi diventeranno i talebani. Non bisogna sapere come proprio dal caso afgano, dalla chiamata saudita alla difesa dell’Islam dall’aggressione dell’ateismo sovietico nel 1979, sia nato il concetto dello jihadismo militare globale, secondo cui i mujaheddin da ogni parte del mondo sono chiamati a intervenire “per obbligo religioso” in ogni conflitto che coinvolga mussulmani: Bosnia, Cecenia, Palestina, Yemen, Nord Africa, Africa centrale Iraq, Siria.

Non bisogna comprendere la cultura tradizionale che ancora oggi è la base dei rapporti tra le monarchie arabe del Golfo Persico, la spinta integralista e riformatrice araba dei Fratelli Mussulmani, del modernismo socialista Ba’at, del nazionalismo palestinese ed egiziano, del tribalismo socialista di Gheddafi, e poi l’esempio contemporaneamente fondamentalista e progressista della rivoluzione di Khomeini in Iran.

Sono tutte correnti in lotta tra di loro, così che rivolgersi oggi all’Islam come a un’entità unica, con pretese di “moderazione”, “condanne del terrorismo” è semplicemente ridicolo. E’ come se chiedessimo a Internet (tutta) di condannare gli attacchi informatici che colpiscono i paesi occidentali: richiesta folle.

Infine NON dobbiamo capire che, grazie all’anti-islamismo alimentato da movimenti e partiti politici nostrani contrari alla società multiculturale, ora anche nelle nostre società occidentali si stanno mettendo in conflitto con i mussulmani, TUTTI. Se c’è un “conflitto di civiltà”, lo sta creando l’Occidente tanto quanto lo jihadismo globale che, come abbiamo visto, non è uso alla dialettica democratica.

Questo se NON si vuole capire. Se invece per ripicca vogliamo capirci qualcosa di più, e non subire i fatti di cronaca, ostaggi di un eterno presente, beh… prendiamoci una domenica libera, e studiamo un po’.

2 pensieri su “Se NON volete capire il terrorismo, ignorate questo

  1. La gente comune non vuole capire, non il terrorismo ma nulla che sia di ostacolo al trastullo del cervello, ognuno ha i propri limiti.
    Ma quello cbe spaventa sono i meno comuni, che non arrivano a capire come sia impossibile per un vero uomo religioso (musulmano) essere terrorista ed al contempo esercitarsi nelle pratiche religiose giornaliere (come le 5 preghiere), non che per una singola persona o poche persone questo non sia possibile, ma arrivare ad esempio ad escogitare attacchi organizzati (come in Francia) sia alquanto difficile.
    Sono organizzazioni complesse che richiedono tempo oltre i fondi e basi logistiche importanti.
    La gente meno comune dovrebbe quantomeno porsi dei dubbi su chi ci sia dietro qualche ragazzo circuito e ingannato che si fa saltare in aria. Ma la gente meno comune, spesso, ha un comune denominatore con la gente comune, ovvero portare a casa la pagnotta!

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