Terza Guerra mondiale? Potrebbe essere catastrofica, ma non tragica

Nato, Russia e Cina sono schierate. Manca solo la volontà politica di scatenare una guerra che sarebbe globale e che ci auguriamo non arrivi mai. Ma come potrebbe essere oggi la Terza Guerra mondiale? Sopravvivrebbero veramente solo alcuni tipi di insetti e licheni? O neanche loro? Secondo me potrebbe avvenire tutto senza vittime umane, ma con effetti comunque catastrofici per l’umanità.

E’ ovvio per tutte le parti in conflitto che le vittime umane (proprie) sono il principale problema, e in una guerra convenzionale o nucleare di mutua distruzione assicurata sono di fatto inevitabili. In generale, più atrocità si infliggono, più se ne subiscono. Come allora sconfiggere il nemico senza morirci? Da Sun Tzu ai supergenerali galattici al primo posto c’è “l’arte” di fare in modo che il nemico accetti senza combattere le nostre condizioni: ci sono modi e modi, la diplomazia è il modo migliore. Poi c’è “l’arte” di rendere materialmente impossibile o economicamente non più accettabile la prosecuzione della guerra al nemico, condurlo in una situazione in cui qualsiasi cosa faccia può essere solo peggio della resa stessa.

Penso che questa via così stretta, con il livello tecnologico oggi necessario per l’esistenza delle nostre società, sia in realtà il vero campo di battaglia. In caso di guerra guerreggiata tra superpotenze dello stesso livello è quasi certo che la prima vittima sarà la tecnologia, in particolare le comunicazioni e le reti satellitari.

Con pochi colpi ben assestati, “abbattendo” alcuni satelliti, nelle orbite già affollate potrebbe crearsi un effetto valanga di rottami e detriti (effetto Kessler) capace di distruggere tutti i satelliti Gps, spia, sorveglianza, telecomunicazioni, scientifici, radar, stazioni orbitanti, ecc. In qualche giorno potremmo creare attorno alla terra una nuvola di me*da orbitante che per decenni, se non secoli, ci impedirebbe di abbandonare il pianeta. Questa opzione, che è anche un bel po’ autolesionista, sarebbe la scelta migliore per la parte tecnologicamente meno avanzata: gli avversari ci perderebbero di più. Infatti buona parte degli armamenti avanzati si basa proprio su comunicazioni e servizi satellitari. I cruise, missili balistici, F-35, navi, sottomarini, droni, sistemi automatici, l’intero concetto di “digital battleground”, il comando centralizzato, le reti di sensori, improvvisamente diventerebbero strumenti sordi e ciechi. E già qua la prosecuzione della guerra significherebbe “boots on the ground”, con bussola e mappa cartacea verso un carnaio fatto di artiglieria, fuoco e fiamme… nella più cupa nebbia di guerra: una Seconda Guerra mondiale “remastered” per nulla augurabile.

Se non bastasse ciò per scegliere di non combattere, c’è anche l’opzione nucleare. Anche qui l’atomica potrebbe essere usata non per compiere genocidi, ma per rendere impossibile la guerra all’avversario. Come? Con le esplosioni nucleari in alta atmosfera. Non provocherebbero vittime a terra, e anche il fallout nucleare sarebbe diluito su vaste are, ma genererebbero potenti impulsi elettromagnetici (Emp) capaci di “friggere” buona parte della tecnologia elettrica-elettronica civile (quella militare è per lo più schermata). Senza reti telefoniche, televisive, radio, radar, internet, computer, cellulari, batterie, frigoriferi, robot, fabbriche, strumentazione ospedaliera, ci ritroveremmo in una società pre-elettronica, e la continuazione della guerra significherebbe… la Prima Guerra mondiale “reloaded”, ancora più tragica.

Fatta fuori la tecnologia che ci riporta alla baionetta e al filo spinato, penso che nessuna delle parti oserebbe andare oltre. La guerra probabilmente sarebbe conclusa prima ancora di avere il soldato nemico nel mirino del proprio fucile, prima ancora di bombardare città, sfollare i civili. Ci troveremmo tutti in una società “dieselpunk” a leccarci le ferite e reinventare la tecnologia dei nostri nonni e bisnonni, solo per riuscire a produrre abbastanza cibo per non morire di fame, mentre la società sarebbe strettamente nelle mani dei militari, gli unici ad avere della tecnologia avanzata. Fantascienza? Forse, ma godiamocela finché possiamo sui nostri eReader… dopo ci rimarranno solo quei libri e vinili che sono già stati stampati.

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