Ricordati di santificare l’ATOMO!

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Vi ricordate di Democrito? Era un tipetto greco vissuto 2500 anni fa, nominato – così, en passant – dal prof di filosofia al liceo e che pare – dicunt – abbia teorizzato l’esistenza dell’atomo.

Quel giorno, terza superiore, io sono rimasto affascinato da ‘sto fenomeno che senza manco avere matita e carta mi tira fuori con ben due millenni e mezzo d’anticipo una cosa scientificamente splendida. “Ma come ha fatto?”, chiesi meravigliato al prof (che Dio lo abbia in gloria… ma che si dia una mossa!), che mi rimbalzò con uno sguardo di disgusto e un acido silenzio. Grazie a questa non-risposta, chiusi la mia mente alla filosofia per tutto il decennio successivo. Ma mi è rimasta la meraviglia per Democrito! Continua a leggere “Ricordati di santificare l’ATOMO!”

Il cazzotto del Papa e l’assolutismo della libertà

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Se un anarchico e ateo come me finisce per difendere il Papa, vuol dire che siamo veramente alla frutta.

Precedente: in una intervista informale Papa Francesco ha detto che uccidere per religione è un abominio, ma se qualcuno “dice una parolaccia contro mia mamma, si aspetta un pugno”.

Le parole sono state interpretate come “se offendi la mia fede, aspettati delle conseguenze”. Il riferimento era sia all’Islam sia al Cattolicesimo, in sostanza il Papa più IN della storia si è messo a difesa di tutte le fedi. Un straordinario gesto ecumenico in cui Bergoglio pone sullo stesso livello la dignità di tutte le religioni.

Contrariamente, il mancato “porgi l’altra guancia” ha stupito i critici, che vedono nelle parole papali una svolta conservatrice di un pontificato sinora molto liberale, democratico e al passo con i tempi. Continua a leggere “Il cazzotto del Papa e l’assolutismo della libertà”

Dovremmo forse tollerare oggi l’omofobia del Papa?

Dovremmo forse tollerare oggi l’omofobia del Papa?

Il Papa non può essere altro che Papa. E’ capo della Chiesa Cattolica, che ha le sue regole, i suoi precetti e i suoi luoghi di culto nei quali ha potere.

Per dire, se il Papa decide che non si possono celebrare i matrimoni omosessuali in chiesa, è suo diritto in quanto “è casa sua”. Gli interessati e le interessate hanno il diritto di riflettere sulla loro fede cattolica in quanto questa chiesa evidentemente non li vuole. E’ triste, ma il Papa come capo della chiesa, il Vaticano come cuore e cervello del cattolicesimo, sono il succo di questa confessione.

Quando però il Papa esonda dalla sua confessione, nascono i problemi. Non solo perché usa il suo potere in “casa di altri” (non o “diversamente credenti”), ma anche perché le sue opinioni, dette ad altissima voce, offendono e creano conflitto. Minacciano la convivenza sociale.

Fino a pochi anni fa i canali di comunicazione favorivano l’unidirezionalità del discorso: il Papa parlava, il popolo ascoltava, chi non era d’accordo non si sentiva (non aveva voce). Non è più così.

Benedetto XVI ha fatto un grave errore strategico nel portare le sue idee omofobe in un mondo di social network. Su Twitter l’unidirezionalità non esiste, non è possibile. Lì il @Pontifex è un utente come gli altri. Il Papa sicuramente non leggerà le migliaia di repliche e critiche che gli arrivano quotidianamente, ma le leggono tutti gli altri utenti. Discutono, litigano, volano insulti. Lui non partecipa: lanciato il tweet, ha nascosto la mano.

Altra questione: le reti sociali, essendo fatte per tutti su questo pianeta, non tollerano molestie, insulti, offese e discriminazioni di alcun tipo. Si chiama netiquette. I primi a farne le spese saranno quelli che insulteranno @Pontifex. Poi il egli stesso, quando le persone inizieranno a segnalarlo perché offese dalle sue esternazioni.

Se c’è una cosa positiva dal Papa su Twitter, è che su questo social non ha potuto portare la sua “Santità”. E’ solamente umano, un utente, tra l’altro, piuttosto mediocre come fantasia, creatività e partecipazione.

Finisce la Seconda Repubblica… ma poi riprende

Dal vangelo secondo Bocchino, “Urlando agli Apostoli Fli a Perugia”:

“Caro Gianfranco […] fosti TU con quella coraggiosa candidatura (a sindaco di Roma, nel ’93, NdA) […] a certificare la fine di un passaggio storico e l’inizio di un altro.
“Sei sempre TU a certificare la fine di un percorso durato 17 anni.
“TU sei stato uno dei protagonisti della Seconda Repubblica e sarai il principale protagonista della Terza Repubblica.
“E sul nome di Gianfranco Fini che costruiremo la Terza Repubblica e costruiremo il vero centrodestra.
“Solo TU puoi rappresentare in Italia il centrodestra che c’è in Francia, Germania, …
“Nessuna persona che è qui ha interesse a essere qui, ha soltanto una passione, ha soltanto un leader da seguire.
“Generazione Italia, 20 mila iscritti, 1000 circoli, 4000 partecipanti qui: sono i TUoi uomini pronti a farti da scudo umano…
“Ti chiediamo una sola cosa, di costruire un partito…
“Mettici tutti alla prova del consenso interno, tranne TE, tutti noi dobbiamo essere messi alla prova del consenso interno.
“Caro Gianfranco, TU puoi fare cose che nessuno in Italia può fare. Difendi la nazione che ha bisogno di essere difesa. L’orgoglio nazionale è TUo.
“Difendi la legalità.
“Caro Gianfranco, oggi, domani, devi costruire una nuova opzione politica per l’Italia.
“Il TUo popolo è questo, il TUo popolo c’è […] il leader ce l’abbiamo (TU, ovviamente, NdA), abbi coraggio e conta sempre su di noi”.

Muore il centrodestra fondato sull’EGO di Silvio.
Nasce il centrodestra fondato sul TU di Gianfranco.

La passione del precario

Seguono 6 giorni liberi dal lavoro. E’ difficile chiamarli vacanza o ferie perché nessuno me li paga.

Quindi me ne vado per un po’ nei natii Balcani. Ci voleva proprio. Per qualsiasi roba, problema o emergenza, non fatevi scrupoli… il mio cellulare è sempre SPENTO!
NON CI SONO, SONO TEMPORANEAMENTE DECEDUTO!!!

P.S. resuscito il XXVIII p.v. A.D. MMX, gli apostoli preparino gli oli sacri e il Dash per il sudario.