Smettetela con le cafe racer!

linux wallpaper – Royal Enfield SG650 (mio solo il color-grading)

…sì, parliamo di moto

Premessa: sono un “ordinario” possessore e guidatore di motocicletta, quindi pienamente titolato a esprimere opinioni sul mondo del motociclismo in generale.

“Ho in garage ferma da decenni la Bmw R45 di mio papà. La trasformo in una cafe racer!”. “La Shadow del ’97 l’ho customizzata per 10mila euro, ora la vendo”. “Mi è nata una figlia, la chiamerò ‘Scrambler'”.

Sono cose che si sentono sovente nella motosfera, un mondo dominato dall’apparire, non certo da comportamenti dettati dalla ragione. Così una persona che oggi vuole prendere una moto per usarla come mezzo di trasporto, senza dover vendere un rene, butta un occhio nel mercato dell’usato, e… all’istante viene sommersa di offerte di cafe racer, custom e scrambler. E se non usa un minimo di coscienza, rischia di fare un errore. Questi tipi di moto sono idee spesso belle e stilose, non dico di no (sono un amante del tipo ‘classic’), ma non sono quello che promettono. Ecco perché.

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Xerox Star User Interface… e siamo ancora nel 1982

L’origine di tutte le attuali GUI! Correva l’anno 1982.

Da notare: icone, mouse, editor WYSIWYG, ethernet, dischi e stampa in rete, file-sharing, e-mail.

Per dire, alla GUI ci arrivano nei successivi 3 anni (e copiando spudoratamente) Apple Macintosh (’84), Amiga Workbench, Atari ST GEM e Microsoft Windows (’85). Io ci sono arrivato appena nel ’87, quando ho toccato per la prima volta il mouse di un’Amiga 500. All’epoca, però, eravamo più interessati al joystick.

Gli anni ’80, dall’inizio alla fine, per l’informatica sembrano sia la rivoluzione copernicana, sia un’era geologica. Lì è nato il computer di casa, in soli 10 anni.

amiga-workbench

Penso poi cosa sia successo nell’Informatica nello stesso lasso di tempo, ma partendo da ora, dal 2005 al 2015. Poco… se si considerano i computer, le GUI, il software utente (erano “programmi”, ora li chiamiamo “app”). Persino Linux e Android sono pur sempre sistemi operativi che seguono lo stesso paradigma definito negli anni ’80 (o prima). L’icona è sempre icona, il file-sharing è sempre lì, i dischi remoti anche, così come l’e-mail.

La novità più sentita sono l’hardware per il mobile computing unito ai social network. Hanno la forza della diffusione e della pervasività nella vita quotidiana, sono virali tanto quanto gli effimeri contenuti che veicolano. Ma anche loro come se mancassero di quella spinta rivoluzionaria data dai computer degli anni ’80-90, e di Internet a cavallo del 2000.