La guerra nucleare è possibile e può essere vinta senza distruggerci

La guerra nucleare è possibile e può essere vinta senza distruggerci

L’immagine che abbiamo tutti di una guerra nucleare globale prevede l’inevitabile distruzione della vita sul pianeta, compresa l’umanità. La letteratura e la cinematografia è piena di esempi di escalation nucleare che hanno portato al MAD (Mutual Assured Destruction).

Lo stesso principio MAD è il perno delle strategie che sinora hanno permesso di evitare scambi nucleari di qualsiasi livello tra le potenze mondiali (Usa e Russia, in sostanza). I militari, che sono persone, sanno che entrare in un conflitto in cui è garantito che ci si lascia la pelle, non è una soluzione praticabile.

Ma c’è una BRUTTA notizia: esiste almeno un modo per condurre una guerra nucleare massiccia senza provocare un olocausto globale, ma sconfiggendo l’esercito nemico. Continua a leggere “La guerra nucleare è possibile e può essere vinta senza distruggerci”

Molto “Beyond”, poco “Star Trek”

Molto “Beyond”, poco “Star Trek”

E’ inutile negarlo, anche per un trekker purista come me, “Beyond” è un film divertente da vedere. Se non ci si aspetta Star Trek, ma solo sue citazioni… inserite tra le altre.

Pro

La novità più grande la troviamo in apertura e in chiusura del film. Si inizia mostrando una Enterprise sfrecciare nel campo di curvatura, ma vista da fuori: sembra un siluro a super-cavitazione. Si finisce con un time-lapse della costruzione da zero di una nuova Enterprise.

Il regista Justin Lin (Fast&Furious) non ha usato del jjambramsiane lens-flare (bagliori lenticolari), il che permette di vedere il film senza occhiali da sole :o)

E’ un film d’azione, un po’ più coerente e divertente rispetto ai primi due della nuova era, che erano un po’ cupi.

Contro

E’ un film d’azione, coerente con il genere “d’azione” in base a cui non c’è scena senza: salti, cadute, rischi di cadute, esplosioni, sparatorie, cazzotti, voli, corse spericolate, disinneschi di ordigni all’ultimo secondo preceduti da corpo-a-corpo con il cattivone, che tiene prediche a qualunque prigioniero durante tutto il film (“Scusa, potresti stare zitto e spararmi…?”). Ci vorrebbe una Convenzione di Ginevra che vieti di fare prediche ai prigionieri nei film.  Continua a leggere “Molto “Beyond”, poco “Star Trek””

“THE MARTIAN”. SOTTOTITOLO: “SOB!”

Premetto che il film è assolutamente da vedere. Ho visto cose peggiori, consapevolmente, e non mi pento di aver speso i soldi del biglietto per il cinema. Mi pento invece — a distanza di giorni — di aver affrontato il film con un pacchetto piccolo di M&M’s: non fate come me, o prendete il formato famiglia allargata, o niente.

Seconda premessa, Ridley Scott è autore di capolavori di fantascienza come “Blade Runner” e “Alien”, e di pellicole gustosissime come “Black Hawk Down” e “Prometheus”.

Poi cos’è successo? mi chiedo guardando i titoli di coda di “The Martian”.  Continua a leggere ““THE MARTIAN”. SOTTOTITOLO: “SOB!””

Ricordati di santificare l’ATOMO!

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Vi ricordate di Democrito? Era un tipetto greco vissuto 2500 anni fa, nominato – così, en passant – dal prof di filosofia al liceo e che pare – dicunt – abbia teorizzato l’esistenza dell’atomo.

Quel giorno, terza superiore, io sono rimasto affascinato da ‘sto fenomeno che senza manco avere matita e carta mi tira fuori con ben due millenni e mezzo d’anticipo una cosa scientificamente splendida. “Ma come ha fatto?”, chiesi meravigliato al prof (che Dio lo abbia in gloria… ma che si dia una mossa!), che mi rimbalzò con uno sguardo di disgusto e un acido silenzio. Grazie a questa non-risposta, chiusi la mia mente alla filosofia per tutto il decennio successivo. Ma mi è rimasta la meraviglia per Democrito! Continua a leggere “Ricordati di santificare l’ATOMO!”

Il nostro social-presente iconico che ci maschera

Mostriamo, ostentiamo invece di raccontare. E’ l’abitudine — temporanea come tutte le mode — che ci stiamo costruendo con i social network.

Prendo come esempio Facebook, Instagram e Twitter, come i più rappresentativi delle rispettive categorie. Le foto e i post che pubblichiamo mostrano: quanto siamo felici, belli, intelligenti, quanto ci divertiamo, quanti simpatici amici abbiamo, quanto è BELLO ciò che stiamo mangiando, fino a infilare sequenze di vere e proprie immagini-icona (accendino, orologio, lampione, finestra, tramonto, ecc…). Il modo in cui lo raccontiamo è quasi sempre preso dalla pubblicità: ci siamo formati lo sguardo sul mondo così!

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Esempio: food e fashion blogger stanno emulando le pagine delle riviste patinate; una ragazza che si fotografa in mutande, coperta con un enorme maglione di lana, seduta accovacciata sugli elementi di una cucina, mentre legge un libro con in mano una tazza… cosa sta citando? Il catalogo dell’IKEA.

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Come mangeremo domani? – II

Noooo… niente slow-food, biologico e km0. Qua si continua a parlare del (non)lavoro!

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Intanto, per certificare che non sono (l’unico) matto, leggete qua:
– http://www.newyorker.com/news/news-desk/will-a-robot-take-your-job
– http://hyponymo.us/2013/01/29/100-percent-unemployment/

Eravamo rimasti che la situazione socio-economica attuale è un gradino — non saprei quale — verso la società in cui: a) le macchine lavoreranno al posto dell’uomo; b) i proprietari delle macchine guadagneranno; c) gli altri… si arrangeranno per mangiare.

Come ci si arriverà? Probabilmente non durante la notte, ma progressivamente tramite una riduzione del costo e della quantità del lavoro umano, che produrrà una riduzione di consumi di massa, che porterà a sua volta alla scomparsa del consumismo come modello economico.

Che senso avrebbe infatti produrre in massa per una popolazione che non può comprare? Inoltre la robotizzazione della produzione permette, sia di produrre quando serve e fermare la produzione — senza alcun costo — quando non serve, sia di produrre quantità limitate o persino esemplari unici di un prodotto senza alcuno spreco. Si pensi, per esempio, alle odierne librerie on-line, che stampano una copia del libro solo quando questa viene ordinata. Continua a leggere “Come mangeremo domani? – II”

Come mangeremo domani?

Non è un post dedicato all’alimentazione, né al food-blogging / food-porn. Qua si parla di lavoro!

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C’è una prospettiva drammatica che i migliori ideologi e filosofi contemporanei ignorano. O sono maestri indiscutibili su vecchi paradigmi (capitale-forza lavoro), declinati nelle scintillanti varianti post-moderniste che piacciono tanto agli editori e editorialisti; o fanno finta di ignorare il problema, nella speranza di tirare le cuoia prima del patatrac.

Si tratta di un tema in confronto a cui la Riforma Fornero e il Jobs Act renziano sono pari alla storia del fantasma formaggino. E’ questo: manca i lavoro, quindi mancano le fonti di reddito; che se magnamo stasera?

La mia (e non solo mia) impressione è che la crisi economica che ci ha segato le gambe non sia temporanea. Come in un matrimonio, la crisi può durare 1-2 anni, poi ci si ripiglia o ci si lascia. Ma dopo 7 anni vuol dire che si è trovato un modo nuovo per andare avanti. Quindi credo che già abbiamo intrapreso — ora un po’ più velocemente — una strada già inevitabile: la fine del lavoro. Continua a leggere “Come mangeremo domani?”

Tutto quello che ti hanno detto su Star Wars è falso

SPOILER WARNING

hope-vaderLa storia racconta di un doloroso cambiamento nella società della galassia lontana lontana, causato dallo scontro tra una concezione riformatrice, che vuole imprimere alla società un’evoluzione, e una forza che invece vuole mantenere lo status quo.

La fazione progressista vuole porre fine a una Repubblica disfunzionale, pseudo-democratica, e governata da un Parlamento burocratizzato composto da emissari di despoti, monarchie e gilde economiche, che non rappresentano per niente il popolo comune, ma solo la propria ricchezza.

Il progetto prevede l’accentramento del potere nella figura dell’Imperatore, forma di governo decisamente più moderna che tiene conto della meritocrazia e della fedeltà, e non dell’appartenenza ad aristocrazie monarchiche o commerciali, o a caste sociali. Nell’impero tutti avranno pari importanza e un ruolo nella gestione del potere, dal soldato semplice al governatore, e varrà una sola legge per tutti. I soldi vengono disprezzati, e il lusso quasi del tutto abolito, a cominciare dai vertici dell’Impero. Continua a leggere “Tutto quello che ti hanno detto su Star Wars è falso”

Tra 5 anni inizierà in Europa una nuova Guerra mondiale

ATTENZIONE: ragionamenti fortemente speculativi
ATTENZIONE 2: testo lungo

Sembra folle il titolo, e un po’ lo è… predire il futuro è sempre folle. Ma penso che, visto l’andazzo di ORA, rischiamo veramente un nuovo conflitto mondiale, tra Russia e Occidente.

INGREDIENTI NECESSARI
– Russia in crisi, messa alle strette dal punto di vista geopolitico;
– fallimento e sbriciolamento dell’Unione Europea;
– necessità di “reset” economico da parte degli Stati Uniti;
– convinzione che non possa accadere, e la conseguente inazione.

A una prima occhiata gli ingredienti ci sono tutti. Ma non è così ancora, ci vuole tempo, e credo che 5 anni bastano per creare la miscela giusta perché riesploda in Europa un conflitto con conseguenze mondiali. Vediamo punto per punto.

Russia

La Russia di Putin vuole tornare grande, non è un segreto. E’ anzi l’ennesima espressione di quel revanscismo nei confronti dell’Occidente, profondamente radicato nella cultura russa. E quando parliamo di cultura, parliamo di cose che mutano e si evolvono molto lentamente, attraverso generazioni e generazioni.

La Russia è ancora lì, ai margini del mondo civilizzato che conta, e non la fanno sedere da pari al tavolo. Così era per gli Zar, per Stalin e l’Unione Sovietica dopo di lui, per la Russia post-sovietica. Che tra l’altro – bisogna sottolinearlo – proprio con Putin ha raggiunto il suo massimo assoluto di democrazia.

Nonostante i 13 anni di buona collaborazione, apertura e partenariato dell’era Putin, l’Occidente ha reso evidente che comunque più di tanto la posizione della Russia non migliorerà: non sarà mai centrale nelli tavoli europei e internazionali. Sarà sempre quel “+1” in coda al “G7”, indipendentemente dalle dimensioni, dal numero di abitanti, dal potenziale economico e naturale, dalla potenza militare, dalla scienza, ecc. Continua a leggere “Tra 5 anni inizierà in Europa una nuova Guerra mondiale”