La favola del libero pollaio

C’era una volta un libero pollaio. Una comunità di galline, galli e polli che viveva libera nella boscaglia. Per essere più sicuri, e difendersi da volpi, gatti e cani randagi, il pollaio ha imparato a dormire sugli alberi, essere solidale per cercare cibo, e organizzato per fare le guardie, a tutela degli individui e della collettività.

Un giorno nella boscaglia si sparse la voce che girava una faina. Gli anziani e le anziane del pollaio, che avevano già visto all’opera una faina, si riunirono in assemblea e decisero di raddoppiare le guardie di notte e alle uova.

“Dobbiamo fare molta attenzione, la situazione è pericolosa. Tenete gli occhi aperti- dissero gli anziani al primo gruppo di guardia potenziata-, non dormite, non fatevi distrarre o confondere da situazioni strane. State in guardia”. Raccontarono poi come agisce una faina, come si insinua nel pollaio e le stragi che fa.

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Quale parte di “libertà” non vi è chiara?

Quale parte di “libertà” non vi è chiara?

Un mio pensiero sulle celebrazioni del 25 aprile

“Ma quale Liberazione? Liberazione da chi? Questo ti sembra libertà? E questa la chiami democrazia? Mapperfavore!!!”

Inizierei gettando una secchiata d’acqua gelata addosso alle persone protagoniste di simili parole. Lo choc zittisce istantaneamente, il freddo fa che i capillari e i vasi periferici si stringano, che aumenti la pressione nella circolazione centrale e che più sangue affluisca al cervello. Ora possiamo ragionare.

Le celebrazioni del 25 aprile sono per molti una noiosa e vuota liturgia. Un’esaltazione rituale della Resistenza, della Liberazione, dell’Antifascismo, della Repubblica Ecc Ecc… sempre con la maiuscola. Che cosa confonde, la maiuscola? Continua a leggere “Quale parte di “libertà” non vi è chiara?”

Compagni che sbagliano, ma perseverano

Compagni che sbagliano, ma perseverano

Antifascismo, ok. Mi ci trovo “geneticamente”, senza il minimo dubbio. I dubbi mi vengono nella pratica. Mi spiego.

Com’è che ogni volta, ma ogni, che si vuole impedire un’attività dei fascisti (ovvero, gruppi e partiti neonazisti e neofascisti), si finisce per darsele con la polizia? Com’è che il mio obbiettivo è A, e io finisco SEMPRE a fare B? Ma com’è che ogni volta che si vuole “menare i fasci” ci si ferma a menare la polizia? E perché i fasci non non si scontrano mai con la polizia? Continua a leggere “Compagni che sbagliano, ma perseverano”

Per me l’Anarchia…

Per me l’Anarchia…

C’è il detto “due anarchici, tre opinioni”. Per questo non ho mai sentito il bisogno di aderire a qualche gruppo, anzi, me ne tengo volentieri in disparte.

La cosa però è un po’ triste. L’attuale pratica anarchica è inerte. Dopo la fiammata della metà degli anni ’70, non se n’è fatto più nulla. L’impronta sociale dell’anarchia, come idea, si rispecchia nel numero delle A-cerchiate disegnate sui muri delle città. Molte, tra l’altro, hanno oltre 20 anni.

Ciò che maggiormente mi tiene lontano dall’associazionismo anarchico sono la sua manifestazione vetero-ideologica, la tendenza a rimanere confinato come un pensiero di nicchia, tipo un “club” per pochi eletti, e un “culto” dell’anarchismo inteso come opposizione sempre e comunque.

Mi spiego.

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Trump, ora non facciamo che…

Trump, ora non facciamo che…

Mentre Hillary, i Democratici e tutti i partiti normodotati europei continuano a cercare le ragioni della vittoria di Trump, urgono politiche di “limitazione del danno”

Per iniziare propongo una lista di errori che dovremmo evitare, collettivamente, per poter costruire dei ragionamenti politici che ci permettano sopravvivere il trumpismo. In confronto a cui il berlusconismo era fine arte del governo.

Primo errore da evitare: accettare il fatto come normale.
Il fatto che Trump — un bugiardo patologico, imbroglione e ignorante — sia Presidente degli Usa… NON E’ NORMALE!!!
“Hahaha… rosicate, rosicate!!!”, dirà il trumpiano medio. Ovvio che rosichiamo! Informatevi su chi è Trump, cosa ha fatto nella vita, come è diventato ciò che è, come si è arricchito — di materiale on-line ora non ne manca — e capirete che il posto ideale per gente come lui è la galera, non la Casa Bianca. Il fatto che nonostante tutto ciò che ha fatto sia arrivato a capo della più grande potenza mondiale, non è normale! E’ SBAGLIATO! Continua a leggere “Trump, ora non facciamo che…”

Come mangeremo domani? – III

Come mangeremo domani? – III

Ci hanno provato gli svizzeri con il referendum sul “reddito di cittadinanza”, al cui la maggioranza ha detto ‘NO’. Ma almeno hanno sollevato la questione.

Il referendum promosso da un imprenditore di Basilea, Daniel Hani, e appoggiato da sindacati e altri imprenditori del ICT, si è proposto di introdurre il “reddito di cittadinanza” o meglio “reddito base universale” di 2500 franchi svizzeri per tutti.

La premessa per questa proposta, che qualcuno chiama “soldi in cambio di nulla”, è che grazie alla robotizzazione della produzione ai cittadini prima o poi rimarrà esattamente NULLA per poter conquistarsi un reddito. Grazie ai servizi dei robot e alle fabbriche automatizzate, li lavoro umano non ha più valore: la forza lavoro è sostituita dai mezzi di produzione intelligenti. Continua a leggere “Come mangeremo domani? – III”

Violenza, l’ultimo tassello dei diritti della donna

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 – Attenzione –
argomentazione estrema, basata sull’idea di “darwinismo sociale” tenuta insieme con la gomma da masticare

Diritti delle donne, parità di genere, sono concetti di cui si discute sempre di più negli ultimi anni. Ma la situazione non è cambiata di molto. Rimane il fatto che i maschi sono sempre in posizione migliore delle donne. E tutti questi appelli sui diritti, alla fine, vengono indirizzati ai maschioni della società perché concedano la parità alle femmine.

Ma non è così che funziona. Un diritto concesso, è un diritto che può essere revocato in un secondo momento. Quando però un diritto viene preso o conquistato, guai a chi lo tocca!

Cosa quindi impedisce alle donne di prendersi i diritti e mantenerli? La violenza degli uomini (uso qui il termine ‘uomo’ in funzione di ‘maschio’). Come contrastare la violenza degli uomini? Beh… dopo 100 anni di attivismo politico, femminista, artistico, Monologhi della Vagina, commissioni parlamentari, conferenze internazionali, Ottomarzi, ecc., l’unica cosa che non si è provata è la violenza delle donne. Continua a leggere “Violenza, l’ultimo tassello dei diritti della donna”