Sulla libertà di parola

Notte inoltrata, un ragazzo sulla trentina abbastanza muscoloso passeggia con il cane, un incrocio tra boxer e qualcosa di più elegante. Il marciapiede deserto corre tra le macchine parcheggiate e le palazzine di un quartiere poco curato. Degrado che la debole luce gialla dell’illuminazione pubblica nasconde un po’.

Il cane si ferma sull’angolo di un laboratorio di unghie chiuso da chissà quanto, annusa un po’, e fa una pisciatina. Il ragazzone estrae dalla tasca posteriore dei jeans una bottiglietta verde con acqua e qualche detergente, e lo versa su dove il cane ha bagnato. Civiltà! Proseguono. Cinque-sei metri, e il cane nuovamente si ferma, e con lui il padrone, attratto questa volta dall’armadietto grigio della Telecom.

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Quale parte di “libertà” non vi è chiara?

Quale parte di “libertà” non vi è chiara?

Un mio pensiero sulle celebrazioni del 25 aprile

“Ma quale Liberazione? Liberazione da chi? Questo ti sembra libertà? E questa la chiami democrazia? Mapperfavore!!!”

Inizierei gettando una secchiata d’acqua gelata addosso alle persone protagoniste di simili parole. Lo choc zittisce istantaneamente, il freddo fa che i capillari e i vasi periferici si stringano, che aumenti la pressione nella circolazione centrale e che più sangue affluisca al cervello. Ora possiamo ragionare.

Le celebrazioni del 25 aprile sono per molti una noiosa e vuota liturgia. Un’esaltazione rituale della Resistenza, della Liberazione, dell’Antifascismo, della Repubblica Ecc Ecc… sempre con la maiuscola. Che cosa confonde, la maiuscola? Continua a leggere “Quale parte di “libertà” non vi è chiara?”