GIORNATA MONDIALE DEGLI OCEANI

Cambiamo il nome al Pianeta. Chiamiamolo Mare (per un anno)

La superficie del nostro Pianeta è per il 72% acqua. Ma lo chiamiamo Terra. Perché noi ci viviamo sulla terra, e navighiamo sul mare per raggiungere altre terre. Per millenni la superficie del mare era tutto ciò che sapevamo del 72% del nostro mondo. Ora le cose stanno cambiando.

Lo sfruttamento di questa risorsa sta diventando sempre più insostenibile, e contemporaneamente stiamo scoprendo quanto sia in realtà importante per la nostra sopravvivenza. Il mare ci dà il 50% di ossigeno, è la fonte del ciclo di acqua potabile, fonte di cibo. In pratica siamo nel suo ecosistema anche se viviamo sull’Himalaya o nel mezzo del Sahara. Ma con i tempi dell’umanità, la presa di coscienza arriverebbe un paio di minuti DOPO la nostra stessa estinzione.

Ecco la proposta: cambiamo il nome al nostro Pianeta, chiamiamolo Mare. Ma solo per un anno.

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Perché il referendum #NOTRIV è una cavolata

E’ un referendum abrogativo. E’ inutile. E’ una presa in giro. E’ l’emblema dell’ipocrisia occidentale.

Il vasto movimento #NOTRIV, di cui fanno parte cittadini e associazioni ambientaliste, ha promosso il referendum abrogativo per bloccare le trivellazioni petrolifere nei mari italiani (entro 12 miglia dalla costa). Abrogativo = se vuoi che non si trivelli devi votare SI’.

Ok, risolveremo così i problemi ambientali? No, neanche un po’, ma proprio zero!

Cerco di contro-argomentare seguendo i 6 punti presentati sul sito di Greenpeace. Continua a leggere “Perché il referendum #NOTRIV è una cavolata”