Il Promettometro 2018

Il Promettometro 2018

Il 4 marzo prossimo si vota, ed è iniziata una tale escalation di promesse elettorali che voglio tenerne nota per poterlo raccontare un giorno ai miei nipoti
ATTENZIONE: possibili Giga gratis, mountain bike con cambio Shimano e sconto 50% se chiami subito

ultimo aggiornamento: 26/2/2018

Csx – Renzi

Cdx – Berlusca M5S – Di Maio LeU – Grasso

Altri

– abolire il canone RAI per meno abbienti
– salario minimo 9-10€/ora
– +80€/mese a genitori per ogni figlio minore
– riduzione tasse (IRPEF)
– taglio costo del lavoro, contributo 33 a 29%
– IRES e IRI al 22%
240€/mese detraz. IRPEF per figlio, alle famiglie
– no a larghe intese, no governo con populisti
– Stati Uniti d’Europa
ius soli
– 80€/mese anche a P.Iva
– rapporto debito/PIL al 100% (in 2 legislature)

+Europa:
– superare Bossi-Fini
– canali legali immigrazione
– legalizzazione cannabis
– Stati Uniti d’Europa
– congelamento spesa pubblica per 5 anni
– taglio IRPEF e IRES
– ripristino IMU al 4,5%
– taglio ad agevolazioni fiscali
– abolizione IVA intermedia 10%
– privatizzare imprese pubbliche presenti nel mercato libero
– gare trasparenti per concessioni su beni e servizi pubblici locali
– no governo con anti-europeisti

– pensione minima 1000€
– revisione sistema pensionistico*
– meno tasse
– meno burocrazia
– meno vincoli UE
– riforma giustizia e giusto processo
– flat tax
– elezione diretta Presidente della Repubblica
– riduzione numero parlamentari
– introduzione vincolo di mandato
– rimpatrio di tutti i clandestini (600mila!)
-abolizione «protezione umanitaria»
– 
tutela diritti animali domestici
– via tassa di successione e bollo auto
– abolizione unioni civili
– condoni* e permessi per costruttori
– no appelli per assoluzioni in 1° grado

Lega:
– cancellazione legge Fornero*
– abolizione decreto Lorenzin su obbligo vaccini*
– libero sforamento 3% Debito/PIL
– chiusura di tutti i centri culturali islamici
– abbattimento di tutte le costruzioni abusive*

FdI:
– più controllo immigrazione
– più sicurezza
– sostegno a natalità
– no larghe intese, no governo con PD e Bonino

– pensione minima 780€ netti
– reddito di cittadinanza da 780-1950€/mese

– riduzione cuneo fiscale per imprese con 15+ dipendenti
– abolizione IRAP
– abbassamento età pensionabile
– drastica riduzione tasse
– abbattimento rapporto debito/PIL del 40% (in 2 legislature!)
– eliminazione 18mld€ sussidi alle fonti fossili
– abolizione 400 leggi entro 1°anno di governo
– abolizione spesometro, redditometro e studi di settore
– abolizione legge Fornero
– introduzione vincolo di mandato
– abolizione decreto Lorenzin su obbligo vaccini
– riduzione indennità e abolizione vitalizi ai parlamentari
– vie legali d’accesso per immigrazione
– 10.000 assunzioni forze dell’ordine
– 2 nuove carceri
– libero sforamento 3% Debito/PIL
– abolizione Equitalia
– forse larghe intese, ma non governo con sinistra
– abolizione tasse universitarie
– abolizione Jobs Act
– ripristino Articolo 18
– introduzione IMU prima casa solo per i ricchi
– contrasto alle fake news
– apertura a larghe intese, ma solo con temi LeU
Potere al popolo:
– abolizione Patti Lateranensi (art.7 Cost.)
– uscita dalla NATO e chiusura basi, no MUOS e F-35
– ritiro missioni militari all’estero
– abolizione legge Fornero
– abolizione Jobs Act
– settimana lavorativa 32 ore, pensione a 60 anni
– abolizione Ordini professionali
– eliminazione alternanza scuola-lavoro, e test INVALSI
– eliminazione ticket sanitari
– Ius soli totale
– NO TAV, NO TAP, NO TRIV, no eolico selvaggio
– abolizione ergastolo e 41bis

Casa Pound:
– bonus mensile 500€ a “nati italiani” under-16
– uscita da euro ed UE
– revoca cittadinanza per reati gravissimi
– mutuo sociale per coppie e divorziati con “cessione del quinto”

* = discordie all’interno della coalizione

AVVERTENZE: la lista è tratta da interviste e cronache delle testate nazionali, non è completa, né esaustiva, né definitiva; può contenere tracce di frutta secca a guscio; non somministrare ai minori di 12 anni; un consumo eccessivo può avere effetti lassativi; non usare durante la gravidanza.

Perché Berlusconi vincerà (se non si candida Monti)

Perché Berlusconi vincerà (se non si candida Monti)

E’ bastato solo un giorno – un unico giorno – di ritorno in campo di Silvio Berlusconi, e il Paese si è improvvisamente risvegliato.

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I giornali nazionali e internazionali sono riesplosi con le foto del Cavaliere in prima pagina e titoli fantasiosi. I comici (Crozza, Littizzetto, Albanese, Rossi e compagnia) sono tornati a fare battute che fanno ridere. E il pubblico ad applaudire. Vespa, Floris, Santoro, Lerner, e simili finalmente torneranno a fare trasmissioni su QUALCOSA. Forse risbucherà anche la Dandini da qualche parte.

La gente che lo ha sostenuto ha tirato un sospiro di sollievo: “Finalmente, solo lui può fare qualcosa, togliere l’Imu. Monti ci stava distruggendo!”. Ed è improvvisamente rinato il Pdl, che stava seppellendo il Cavaliere e se stesso da due anni, con il pseudo-leader Alfano e una schiera di personaggi improbabili candidati a primarie ancora più improbabili.

Chi non lo sostiene si è riattivato come una mina anti-uomo calpestata. La sinistra è riesplosa. L’idea di tornare alle urne con il Porcellum, Berlusconi e Bersani candidati provoca il voltastomaco. Ma almeno è una sensazione. “Però Monti ci stava distruggendo!”. “Ma no, se torna Berlusconi è guerra civile. Io emigro!!!”. Lo dicevano anche prima delle ultime due elezioni vinte da Silvio. Dirlo dava un senso di azione, reazione, lotta.

Si è riattivata l’economia. I mercati internazionali ora possono nuovamente speculare pesantemente sui titoli italiani. Torna in gioco tutto quello che si è “costruito” in Europa… e che alla Germania non andava. Gli imprenditori Marchionne-like possono sperare in nuovi contributi statali per la chiusura delle fabbriche, così come gli (im)prenditori che si occupano di infrastrutture che non verranno mai costruite. E i furbetti? “Ooooh, finalmente! Monti ci stava distruggendo”.

Si è riattivato il sistema giudiziario, che ora ha riavuto finalmente il suo nemico storico. Hanno ancora pochi mesi per concludere quanto più possibile indagini, processi che riguardano personaggi del mondo silviesco, perché poi si torna in trincea. Nei bunker. E anche la Guardia di Finanza finalmente potrà tirare un sospiro, “da quando non c’è Silvio siamo costretti agli straordinari, non sempre pagati”.

Continua a dormire il Pd. Ha sempre dormito. Quando il Pdl si stava sfaldando aspettavano il cadavere lungo il fiume. Quando il cadavere stava passando, gli si sono affiancati per sostenere Monti. Hanno fatto le super mega ultra primarie, per tenersi il solito Bersani (che continua a imitare Crozza. E’ bravo!). Ora che il cadavere è resuscitato, puntano il dito e con tono un po’ infastidito… “Irresponsabili”.

In politica la gente si comporta come un branco di cani: ragiona col naso e con la paura. E ora è ricomparso l’odore del capobranco, mentre chi gli si oppone usa il deodorante. Nella mente di tutti noi, che ci piaccia o no, c’è già l’immagine di Berlusconi nuovamente premier, solo per il fatto che sia ricomparso sulla scena, che non sia morto (politicamente!). Per questo ha praticamente già vinto.

L’unica via d’uscita è che il centrosinistra (e chi vuole) ignori il risultato delle primarie e candidi Monti. E’ l’unico che ha dimostrato di non avere paura e di non essere impressionato dai denti del capobranco. Mi ricordo quando è appena salito al governo: era uno choc avere improvvisamente un premier serio, composto e rispettato all’estero. Ma è essenziale che ora venga eletto, non nominato, e comunque si avrà un governo di tipo prodiano (suscettibile a ribaltoni).

In queste ore Bersani sta escludendo la possibilità di sostenere Monti. Per questo, ribadisco, Berlusconi ha praticamente già vinto.

Grillo e Berlusconi, gli stessi meccanismi

Prima precisazione: non ho nulla contro il Movimento 5 Stelle, formazione politica che ha i suoi perché ed essendo entro i limiti della democrazia merita tutto il rispetto del caso.


Prendo spunto, invece, dall’articolo su Beppe Grillo pubblicato sull’Espresso, e che ha fatto tanto incazzare il comico genovese. Perché? Perché ripropone alcune cose che lui ha detto, esattamente come fa lui con tutti gli altri, di cui evidentemente non è fiero ed è troppo orgoglioso per ammetterlo.

Personalmente non stimo più Grillo dal 2007, quando sul suo blog si espresse sui rom con toni razzisti, e dai commenti mi accorsi che metà dei suoi sostenitori era pacificamente razzista. L’altra metà, per fortuna, no. Da allora ho iniziato a notare i difetti di Grillo, e ho scoperto analogie curiose con un altro istrione, il nostro amato leader Berlusconi.

– Entrambi hanno trovato una fama esplosiva con i nuovi media. Silvio con la TV negli anni ’80, Beppe con Internet nei 2000.
– Entrambi usano i media in senso unidirezionale. Silvio usa la TV e i giornali che sono unidirezionali, e si incazza quando altre TV e giornali gli si contrappongono. Internet non è unidirezionale, ma per Beppe è come se lo fosse, e si incazza quando la bidirezionalità gli si ritorce contro.
– Entrambi tendono a parlare senza ascoltare. Silvio dal podio, dal telefono/schermo, Beppe dal palco, dalla webcam/monitor. Non dialogano, monologano. Non rispondono, ma affossano il dissenso con battutacce.
– Entrambi fanno esclamazioni e battute ad effetto, al limite della verità. Spesso sconfinando, perché così funzionano meglio. Offendono, ridicolizzano, caricano l'”avversario” sempre in contumacia, mai in un faccia a faccia.
– Entrambi sono agitatori e istigatori delle piazze, e amano il pubblico e gli spettatori.
– Entrambi si atteggiano da quello che non sono. Silvio è un premier-operaio-pompiere-ferroviere-politico-muratore-cantautore-ecc… Beppe è un comico-economista-fisico_nucleare-ingegnere-agronomo-sociologo-giurista-ecc…
– Entrambi godono di un supporto quasi mistico dei propri seguaci. Quello che loro dicono “è la verità”. E se dicono una cazzata, “contestualizziamo”, oppure “non è da prendere tutto alla lettera” e “comunque c’è un fondo di verità”.
– Entrambi hanno un atteggiamento messianico, chi li segue è bravo, gli altri sono tutti disonesti. Tutti!
– Entrambi sono legittimati dai sostenitori, ingiudicabili perché votati o acclamati.
– Entrambi, ad un certo punto, non contenti del successo professionale (Silvio imprenditore/editore, Beppe comico/attore) hanno deciso di “scendere in campo” con un movimento politico, incentrato sul loro Ego, per rottamare la vecchia politica.

Mi fermo qui. Ma non riesco a non notare come il livello basso del contesto politico e sociale sia ciò che permette l’ascesa (o discesa) politica di questi personaggi fuori dagli schemi. Ciascuno di loro non contribuisce alla crescita del Paese, ma abbassa ulteriormente il livello (morale, culturale, etico, politico, sociale), spianando la strada al personaggio successivo. Chissà, quindi, cosa verrà dopo Grillo.