Sulla libertà di parola

Notte inoltrata, un ragazzo sulla trentina abbastanza muscoloso passeggia con il cane, un incrocio tra boxer e qualcosa di più elegante. Il marciapiede deserto corre tra le macchine parcheggiate e le palazzine di un quartiere poco curato. Degrado che la debole luce gialla dell’illuminazione pubblica nasconde un po’.

Il cane si ferma sull’angolo di un laboratorio di unghie chiuso da chissà quanto, annusa un po’, e fa una pisciatina. Il ragazzone estrae dalla tasca posteriore dei jeans una bottiglietta verde con acqua e qualche detergente, e lo versa su dove il cane ha bagnato. Civiltà! Proseguono. Cinque-sei metri, e il cane nuovamente si ferma, e con lui il padrone, attratto questa volta dall’armadietto grigio della Telecom.

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Passeggiata di domenica

Ho portato la mia cagnetta a fare quattro passi prima di pranzo. Scendevamo verso piazza Hortis, non aveva il guinzaglio né il collare, come sempre. Non si sarebbe mai allontanata da me, e comunque solo così ascoltava.

Appena messo piede sul pavé… ha fatto il suo bisognone, ma poco. Quanto basta per farmi sapere che non c’era alcun bisogno di andare in piazza (ci sono i gatti, e a lei non piacciono). Ho raccolto la cacca con un sacchetto della verdura che ho trovato vicino al cespuglio, probabilmente portato da qualcuno dal vicino IN’s. Civiltà… ma solo perché c’era un tipo seduto al bar che guardava la scena: sinceramente, l’avrei lasciata. Continua a leggere “Passeggiata di domenica”