Stampa o Regime

Stampa o Regime

Addio Massimo Bordin, e grazie di tutto. Però ci hai lasciato proprio in un bel momento di m…

Mi chiedo se sia una mancanza di rispetto verso Massimo Bordin, scomparso oggi, dire che trovo veramente assurdi i discorsi di cordoglio espressi oggi in Senato e alla Camera da parte dei gruppi del Movimento 5 stelle. Partito che si è fissato senza alcuna logica sul non rinnovo della convenzione, e di fatto la chiusura, di Radio Radicale. Non vi è alcuna motivazione politica in questa volontà, se non il desiderio di picchiare duro, perché se ne ha facoltà. Come i bambini che fanno qualche pasticcio, e quando chiedi loro perché l’hanno fatto… non lo sanno. Non lo sanno veramente!

Il comportamento manifestato dai grillini è infatti analogo a quello dei virus informatici. Odiano la memoria, e cercano costantemente di alterarla e cancellarla, per renderla inutilizzabile. La loro dimensione preferita è il vasto presente dei social e lì si annidano, come virus nella memoria temporanea dei computer. Quando qualche buontempone rispolvera le loro stesse dichiarazioni in cui solo qualche mese prima dicevano l’esatto opposto… apriti cielo! Non ridono, ma s’incazzano, perché per cogliere lo scherzo, l’ironia, il sarcasmo, c’è bisogno della memoria, di un riferimento al passato che loro negano.

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Direttiva copyright. L’insostenibile leggerezza dell’editore

Direttiva copyright. L’insostenibile leggerezza dell’editore

Di chi è veramente il lavoro non pagato? E chi non paga chi?

Non voglio discutere tutta la direttiva europea sul copyright appena bocciata: è troppo complessa. Voglio solamente ragionare su alcune posizioni a favore della direttiva, espresse dagli editori italiani (Fieg) che sostiene che il copia-incolla, gli snippet, e i link ai loro contenuti gratuiti pubblicati on-line sarebbero un abuso del lavoro altrui.

  1. Tolgano i contenuti gratuiti. Facciano come ha fatto, per esempio, il Manifesto o riviste internazionali come Foreign Affairs, e via. Così, nessuna condivisione non pagata.
  2. Tolgano i bottoni “condividi” dai siti.
  3. Tolgano dai propri siti le API per gli snippet, e i feed RSS per gli aggregatori.

I contenuti gratuiti non li producono gli editori, ma i giornalisti. Pensate che l’editore paghi tante volte il pezzo al giornalista quante viene pubblicato sulle testate del gruppo?
Ovviamente no. 
Se il giornalista scrive, per esempio, per il Piccolo di Trieste, lo pagano per questo, ma poi il pezzo può essere pubblicato anche sul sito, e su N testate e siti del gruppo Gedi a seconda dell’interesse. Il giornalista è però PAGATO IN VISIBILITA’… wow!

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Difendere la libertà di espressione con le bugie, non funziona!

verite

Nel momento in cui tutti ci levavamo in difesa della libertà di satira ed espressione, mentre morivano i dipendenti del Charlie Hebdo, e i clienti del Casher, moriva nuovamente la verità, moriva il giornalismo. A ucciderlo gli stesi organi di informazione e le autorità, che hanno diffuso notizie false.

Si è parlato da subito di tre attentatori al Charlie. Sono saltati fuori tre identità, e tre carte di identità sono state pubblicate… “perse dagli attentatori in automobile”. Uno di questi era un diciottenne che al momento del fatto era a scuola. “Ah, sarà un omonimo”. E la sua carta d’identità trovata in auto e pubblicata? “No, solo una carta d’identità è stata trovata in auto”. Allora da dove è saltata fuori e perché è stata data in pasto dei media l’identità del diciottenne, quando poi neppure c’era il terzo attentatore? Continua a leggere “Difendere la libertà di espressione con le bugie, non funziona!”

Cose che vorrei NON rincontrare nel 2015

Buoni propositi, speranze, auguri? No, semplici richieste (a Babbo Natale?) perché certe cose rimangano congelate nel 2014.

Nel 2015 vorrei intanto che l’Italia non avesse più un Presidente della Repubblica incapace di esprimersi senza che le sue parole debbano essere interpretate, tra l’altro, con risultati diametralmente opposti. E’ così difficile dire frasi semplici e chiare? Già sto male all’idea dell’ennesimo discorso di Capodanno di Napolitano. Spero che Natalino Balasso faccia il suo video in tempo.

Nel 2015 vorrei non rincontrare più “datori” di lavoro che chiedono ai candidati di essere “fortemente motivati”, “orientati al raggiungimento degli obiettivi”. Lo so, vana speranza, “Coltiva la tua personalità, condividi i tuoi interessi, diventa protagonista” dice il sito dell’Expo Milano 2015. Il resto della pagina è anche peggio. Continua a leggere “Cose che vorrei NON rincontrare nel 2015”