Il Capodanno del giovane miloz

santamarxTanto tanto tempo fa, prima che tutto questo accadesse, anch’io godevo dell’atmosfera delle feste di fine anno. Non si parlava però del Natale, ma di Capodanno.

Sono nato e cresciuto in uno stato socialista e comunista ad auto-gestione sociale – SFR Jugoslavia (1974-1990) – dove le festività religiose non erano granché cagate. Non erano proibite, ma neppure erano considerate festività ufficiali. Io poi non sono stato battezzato (ad ora non posseggo un’anima cristiana), e sin dall’asilo sono stato educato in chiave socialista (socialismo applicato, mica quello di Craxi e Mitterand).

Il risultato è che io non festeggiavo il Natale, ma il Capodanno: a casa e a scuola si addobbava l’albero di Capodanno (!), il Babbo Natale, che in realtà si chiamava Djeda Mraz (Nonno Gelo, o Nonno Inverno), arrivava per Capodanno e portava i doni di Capodanno. Continua a leggere “Il Capodanno del giovane miloz”

[Natale] Questo è la crisi

[Natale] Questo è la crisi

Il quinto hanno consecutivo della contrazione degli acquisti di regali natalizi ha oramai rivoltato i ruoli economici nel settore.

I Babbi Natale, che fino ad ora erano saldamente radicati nel terziario (servizio domiciliazione regali), ora per sopravvivere stanno scivolando nell’indotto del settore energetico. Sono infatti costretti a trasportare carbone, materia la cui richiesta è esplosa come alternativa al petrolio, per il quale però le slitte dei Babbi Natale non sono attrezzate.

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La scomparsa della filiera del regalo ha anche fatto esplodere il precariato prima, e poi la disoccupazione, tra gli elfi. Fenomeno sta diventando un problema sociale, se non di ordine pubblico. Secondo gli economisti a breve potrebbe innescarsi un massiccio fenomeno migratorio di forza lavoro elfica iper-specializzata fuori mercato, quindi di fatto generica a basso e bassissimo costo. Forza lavoro che già non ha mercato in Europa e Nord America.

Per ora l’occupazione delle renne è stabile, ma i sindacati dei trasporti lamentano un notevole peggioramento delle condizioni di lavoro, perdita di benefit e l’esplosione del lavoro straordinario obbligatorio non indennizzato. Tutto a scapito anche della sicurezza sul lavoro.

Ma la nuova attività dei Babbi Natale ha effetti devastanti in un altro settore, quello delle Befane. Sino a pochi anni fa avevano di fatto l’esclusiva nel trasporto del carbone. “Ora – lamenta una Befana – arriviamo all’epifania che il mercato è già saturo di carbone. Noi, che cosa dobbiamo fare?”.

Qualcosa possono fare, in realtà, anche le Befane: portare via i bambini. Lo sostiene il Dipartimento per le politiche della Famiglia, secondo cui così si potrebbe aumentare la produttività delle famiglie e si preserverebbe il potere d’acquisto delle stesse.