Quale parte di “libertà” non vi è chiara?

Quale parte di “libertà” non vi è chiara?

Un mio pensiero sulle celebrazioni del 25 aprile

“Ma quale Liberazione? Liberazione da chi? Questo ti sembra libertà? E questa la chiami democrazia? Mapperfavore!!!”

Inizierei gettando una secchiata d’acqua gelata addosso alle persone protagoniste di simili parole. Lo choc zittisce istantaneamente, il freddo fa che i capillari e i vasi periferici si stringano, che aumenti la pressione nella circolazione centrale e che più sangue affluisca al cervello. Ora possiamo ragionare.

Le celebrazioni del 25 aprile sono per molti una noiosa e vuota liturgia. Un’esaltazione rituale della Resistenza, della Liberazione, dell’Antifascismo, della Repubblica Ecc Ecc… sempre con la maiuscola. Che cosa confonde, la maiuscola? Continua a leggere “Quale parte di “libertà” non vi è chiara?”

Elezioni: malissimo… tanto da poter essere ottimisti

Elezioni: malissimo… tanto da poter essere ottimisti

Una campagna elettorale caotica e veloce, con una legge elettorale bizzarra, e un risultato talmente catastrofico (secondo me) da essersi assicurato un posto nella storia. Eppure penso che ci siano molte cose utili e che si sia aperta una breccia, su cosa non so ancora, ma che mischia le carte sul tavolo. Improvvisamente siamo costretti a un punto di vista differente.

Dopo 20 anni, finalmente una fotografia dei cittadini

Quest’anno le liste che si sono presentate andavano dall’estremissima sinistra, all’estremissima destra, passando per la nuova e vecchia politica. Per la prima volta si sono candidate liste dei centri sociali, di rivoluzionari marxisti-leninisti, comunisti, neo e vetero-fascisti, varie gradazioni di centro, sinistra, destra, democristiani, liberali, populisti, sovranisti, ecc. Per la prima volta negli ultimi 20 anni la campagna non era costruita sul meccanismo “vota noi altrimenti vince Berlusconi” vs. “vota noi altrimenti vincono i comunisti”. La legge elettorale, che prometteva tutto tranne la governabilità, ha fatto sì che gli elettori non facessero troppe strategie, ma votassero ciò in cui credevano in questo ampio ventaglio di possibilità. Continua a leggere “Elezioni: malissimo… tanto da poter essere ottimisti”

Compagni che sbagliano, ma perseverano

Compagni che sbagliano, ma perseverano

Antifascismo, ok. Mi ci trovo “geneticamente”, senza il minimo dubbio. I dubbi mi vengono nella pratica. Mi spiego.

Com’è che ogni volta, ma ogni, che si vuole impedire un’attività dei fascisti (ovvero, gruppi e partiti neonazisti e neofascisti), si finisce per darsele con la polizia? Com’è che il mio obbiettivo è A, e io finisco SEMPRE a fare B? Ma com’è che ogni volta che si vuole “menare i fasci” ci si ferma a menare la polizia? E perché i fasci non non si scontrano mai con la polizia? Continua a leggere “Compagni che sbagliano, ma perseverano”

Il Promettometro 2018

Il Promettometro 2018

Il 4 marzo prossimo si vota, ed è iniziata una tale escalation di promesse elettorali che voglio tenerne nota per poterlo raccontare un giorno ai miei nipoti
ATTENZIONE: possibili Giga gratis, mountain bike con cambio Shimano e sconto 50% se chiami subito

ultimo aggiornamento: 26/2/2018

Csx – Renzi

Cdx – Berlusca M5S – Di Maio LeU – Grasso

Altri

– abolire il canone RAI per meno abbienti
– salario minimo 9-10€/ora
– +80€/mese a genitori per ogni figlio minore
– riduzione tasse (IRPEF)
– taglio costo del lavoro, contributo 33 a 29%
– IRES e IRI al 22%
240€/mese detraz. IRPEF per figlio, alle famiglie
– no a larghe intese, no governo con populisti
– Stati Uniti d’Europa
ius soli
– 80€/mese anche a P.Iva
– rapporto debito/PIL al 100% (in 2 legislature)

+Europa:
– superare Bossi-Fini
– canali legali immigrazione
– legalizzazione cannabis
– Stati Uniti d’Europa
– congelamento spesa pubblica per 5 anni
– taglio IRPEF e IRES
– ripristino IMU al 4,5%
– taglio ad agevolazioni fiscali
– abolizione IVA intermedia 10%
– privatizzare imprese pubbliche presenti nel mercato libero
– gare trasparenti per concessioni su beni e servizi pubblici locali
– no governo con anti-europeisti

– pensione minima 1000€
– revisione sistema pensionistico*
– meno tasse
– meno burocrazia
– meno vincoli UE
– riforma giustizia e giusto processo
– flat tax
– elezione diretta Presidente della Repubblica
– riduzione numero parlamentari
– introduzione vincolo di mandato
– rimpatrio di tutti i clandestini (600mila!)
-abolizione «protezione umanitaria»
– 
tutela diritti animali domestici
– via tassa di successione e bollo auto
– abolizione unioni civili
– condoni* e permessi per costruttori
– no appelli per assoluzioni in 1° grado

Lega:
– cancellazione legge Fornero*
– abolizione decreto Lorenzin su obbligo vaccini*
– libero sforamento 3% Debito/PIL
– chiusura di tutti i centri culturali islamici
– abbattimento di tutte le costruzioni abusive*

FdI:
– più controllo immigrazione
– più sicurezza
– sostegno a natalità
– no larghe intese, no governo con PD e Bonino

– pensione minima 780€ netti
– reddito di cittadinanza da 780-1950€/mese

– riduzione cuneo fiscale per imprese con 15+ dipendenti
– abolizione IRAP
– abbassamento età pensionabile
– drastica riduzione tasse
– abbattimento rapporto debito/PIL del 40% (in 2 legislature!)
– eliminazione 18mld€ sussidi alle fonti fossili
– abolizione 400 leggi entro 1°anno di governo
– abolizione spesometro, redditometro e studi di settore
– abolizione legge Fornero
– introduzione vincolo di mandato
– abolizione decreto Lorenzin su obbligo vaccini
– riduzione indennità e abolizione vitalizi ai parlamentari
– vie legali d’accesso per immigrazione
– 10.000 assunzioni forze dell’ordine
– 2 nuove carceri
– libero sforamento 3% Debito/PIL
– abolizione Equitalia
– forse larghe intese, ma non governo con sinistra
– abolizione tasse universitarie
– abolizione Jobs Act
– ripristino Articolo 18
– introduzione IMU prima casa solo per i ricchi
– contrasto alle fake news
– apertura a larghe intese, ma solo con temi LeU
Potere al popolo:
– abolizione Patti Lateranensi (art.7 Cost.)
– uscita dalla NATO e chiusura basi, no MUOS e F-35
– ritiro missioni militari all’estero
– abolizione legge Fornero
– abolizione Jobs Act
– settimana lavorativa 32 ore, pensione a 60 anni
– abolizione Ordini professionali
– eliminazione alternanza scuola-lavoro, e test INVALSI
– eliminazione ticket sanitari
– Ius soli totale
– NO TAV, NO TAP, NO TRIV, no eolico selvaggio
– abolizione ergastolo e 41bis

Casa Pound:
– bonus mensile 500€ a “nati italiani” under-16
– uscita da euro ed UE
– revoca cittadinanza per reati gravissimi
– mutuo sociale per coppie e divorziati con “cessione del quinto”

* = discordie all’interno della coalizione

AVVERTENZE: la lista è tratta da interviste e cronache delle testate nazionali, non è completa, né esaustiva, né definitiva; può contenere tracce di frutta secca a guscio; non somministrare ai minori di 12 anni; un consumo eccessivo può avere effetti lassativi; non usare durante la gravidanza.

Per me l’Anarchia…

Per me l’Anarchia…

C’è il detto “due anarchici, tre opinioni”. Per questo non ho mai sentito il bisogno di aderire a qualche gruppo, anzi, me ne tengo volentieri in disparte.

La cosa però è un po’ triste. L’attuale pratica anarchica è inerte. Dopo la fiammata della metà degli anni ’70, non se n’è fatto più nulla. L’impronta sociale dell’anarchia, come idea, si rispecchia nel numero delle A-cerchiate disegnate sui muri delle città. Molte, tra l’altro, hanno oltre 20 anni.

Ciò che maggiormente mi tiene lontano dall’associazionismo anarchico sono la sua manifestazione vetero-ideologica, la tendenza a rimanere confinato come un pensiero di nicchia, tipo un “club” per pochi eletti, e un “culto” dell’anarchismo inteso come opposizione sempre e comunque.

Mi spiego.

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“Una mattina, mi son svegliato”

“Una mattina, mi son svegliato”

Immagino che un giorno qualcuno mi butti fuori di casa. Così, improvvisamente, “Via!”. Mi porto dietro una borsa di libri, un po’ di vestiti, un sacco a pelo, il telefono, il portatile. Una rivista, un giornale, una bottiglia d’acqua, il cuscino, lo spazzolino da denti.

Dopo aver dormito un paio di notti in strada, vengo svegliato da una carica della polizia. Spintoni, idranti, urla, qualche manganellata, e mi ritrovo in pochi minuti senza le mie cose, rimaste lì calpestate nel fango, mentre io, con uno zaino e senza scarpe, vago fradicio per le vie di una città che non mi vuole.

Ecco, una cosa simile è successa veramente ieri a Roma. Ma invece di post-giovani che in qualche modo se la cavano, a essere cacciati come animali sono state famiglie con bambini.

Dopo aver sdoganato il moto leghista “aiutiamoli a casa loro”, bloccato lo Ius Soli, impedito alle ONG di prestare soccorso e minacciato il “reato umanitario”, appoggiato e armato milizie in Libia pur di fermare i disperati, approvato una legge sulla tortura incostituzionale (perché viola le convenzioni internazionali sottoscritte), sacrificato come un capretto la figura di Giulio Regeni sull’altare dell’interesse nazionale, e ora caricato con gli idranti richiedenti e titolari d’asilo, questo governo e questa maggioranza si sono auto-espulsi dall’umano, dalla civiltà. Sono una disgrazia per noi tutti e spero che scompaiano il prima possibile.

Trump, ora non facciamo che…

Trump, ora non facciamo che…

Mentre Hillary, i Democratici e tutti i partiti normodotati europei continuano a cercare le ragioni della vittoria di Trump, urgono politiche di “limitazione del danno”

Per iniziare propongo una lista di errori che dovremmo evitare, collettivamente, per poter costruire dei ragionamenti politici che ci permettano sopravvivere il trumpismo. In confronto a cui il berlusconismo era fine arte del governo.

Primo errore da evitare: accettare il fatto come normale.
Il fatto che Trump — un bugiardo patologico, imbroglione e ignorante — sia Presidente degli Usa… NON E’ NORMALE!!!
“Hahaha… rosicate, rosicate!!!”, dirà il trumpiano medio. Ovvio che rosichiamo! Informatevi su chi è Trump, cosa ha fatto nella vita, come è diventato ciò che è, come si è arricchito — di materiale on-line ora non ne manca — e capirete che il posto ideale per gente come lui è la galera, non la Casa Bianca. Il fatto che nonostante tutto ciò che ha fatto sia arrivato a capo della più grande potenza mondiale, non è normale! E’ SBAGLIATO! Continua a leggere “Trump, ora non facciamo che…”

La post-verità è figlia dello storytelling pubblicitario

La post-verità è figlia dello storytelling pubblicitario
  • Siete su una spiaggia bellissima, spruzzate sul vostro torso virile un deodorane, e un’orda di donne in calore vi assalta cercando di accoppiarsi con voi.
  • Siete al volante del vostro SUV e sentite tra le mani la potenza animale del motore, mentre sfrecciate liberi a tutta velocità nella savana.
  • Guidate una utilitaria su una costiera dove ha appena spiovuto, e in un crescendo musicale vi mettete a gridare come matte in un’esplosione di gioia.
  • Vi svegliate in una casa bellissima con vista su un prato, avete preparato la colazione con cose buonissime e genuine, scendono un marito bello e figli bellissimi, e in fretta ingurgitano la merendina che avete loro servito, e scappano a lavoro/scuola.
  • Avete salvato un cavallo bloccato nella neve sfidando i pericoli della montagna, e ora è il momento di premiarsi con un bicchiere di amaro al caldo davanti al caminetto, insieme ai compagni d’avventura.

Questi quattro esempi di pubblicità reali sono esempi di storytelling pubblicitario che si usano da molto tempo soprattutto in televisione. Molti si ricorderanno del programma “La notte dei pubblivori” (iniziato nel 1981), ore di pubblicità digerite e analizzate da noi studenti di comunicazione, come esempi di storytelling (anche se allora non lo chiamavamo così).

Come funziona la pubblicità? Molto grossolanamente: si crea un mondo possibile, ottimale, o fantastico, fortemente desiderabile dallo spettatore; gli si fa provare un’emozione piacevole; il mondo e l’emozione però contengono in bella vista prodotto pubblicizzato, l’unico elemento materialmente accessibile allo spettatore, che lo acquisterà cercando di rivivere l’emozione provata grazie alla pubblicità. Continua a leggere “La post-verità è figlia dello storytelling pubblicitario”

Come mangeremo domani? – IV

Come mangeremo domani? – IV

Certe cose dobbiamo, però, capirle invece di blaterale a vuoto di politica, anti-politica, liberismo, socialdemocrazia, destra, sinistra, ca**i e mazzi

  1. Dobbiamo capire che la politica si fa con i soldi, non con belle parole e men che meno con intenzioni nobili.
  2. Dobbiamo capire che i soldi per la politica si creano riempiendo la cassa con tasse sul lavoro, attività produttive e commercio.
  3. Dobbiamo capire che, se la produzione e i servizi vanno all’estero perché lì il lavoro costa meno, nel paese non ci sono più né imprese, né lavoro da tassare per riempire la cassa.
  4. Dobbiamo capire che i tagli alla sanità, all’educazione e alle pensioni NON riempiono la cassa.

Quindi, un buon politico, prima di promettere lavoro, strade pulite, scuole nuove, menotassepertutti, uscite dall’euro, politiche monetarie, legalizzazioni della marijuana, satelliti, Tav e ponti di Messina, dovrebbe – prima di tutto, ma veramente prima di tutto – trovare il modo di riportare imprese, fabbriche, call-center, cantieri, studi di design, centri di ricerca, acciaierie, petrolchimici, all’interno dei confini dello stato, per poter riempire la cassa che gli serve per poter fare politica. Continua a leggere “Come mangeremo domani? – IV”

Come mangeremo domani? – III

Come mangeremo domani? – III

Ci hanno provato gli svizzeri con il referendum sul “reddito di cittadinanza”, al cui la maggioranza ha detto ‘NO’. Ma almeno hanno sollevato la questione.

Il referendum promosso da un imprenditore di Basilea, Daniel Hani, e appoggiato da sindacati e altri imprenditori del ICT, si è proposto di introdurre il “reddito di cittadinanza” o meglio “reddito base universale” di 2500 franchi svizzeri per tutti.

La premessa per questa proposta, che qualcuno chiama “soldi in cambio di nulla”, è che grazie alla robotizzazione della produzione ai cittadini prima o poi rimarrà esattamente NULLA per poter conquistarsi un reddito. Grazie ai servizi dei robot e alle fabbriche automatizzate, li lavoro umano non ha più valore: la forza lavoro è sostituita dai mezzi di produzione intelligenti. Continua a leggere “Come mangeremo domani? – III”