E’ che neppure il terrorismo funziona più…

L’obiettivo dei terroristi è colpire i cittadini, perché questi costringano i loro governanti a fare o non fare qualcosa. Ma questo meccanismo si è rotto da un bel po’.

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Brutte notizie per i candidati terroristi-kamikaze: non solo non andrete in paradiso (qualora esistesse), ma il vostro martirio sarà inutile, perché non cambierà nulla. Al massimo qualcuno si farà un selfie.

Nella catena ‘attentato -> reazione popolazione -> azione di governo’, due sono i punti di rottura possibili, e ricorrono oramai sistematicamente. Continua a leggere “E’ che neppure il terrorismo funziona più…”

Le cose certe dell’incertezza: estinti Fli, Udc, Idv, Verdi e le sinistre

Le cose certe dell’incertezza: estinti Fli, Udc, Idv, Verdi e le sinistre

Lo scrutinio è ancora in corso, ma alcune certezze già ci sono, per esempio che nessuna delle coalizioni/partiti gode della fiducia della maggioranza dei votanti. Al massimo si arriva a circa un terzo, con due terzi sicuramente contrari. Situazione che però il Porcellum risolverà “alla male e peggio”.

Monti non piace alla maggioranza degli italiani. Ha ottenuto un risultato modesto. Si estinguono sotto la sua bandiera alcuni capisaldi del centrodestra: l’Udc di Casini e il Fli di Fini sono estinti.

Si è smezzata la Lega Nord di Maroni, sotto lo sbarramento, punita per aver nuovamente ceduto al fascino di Berlusconi.

Flop colossale per la sinistra!!! Rifondazione Comunista, Comunisti italiani, verdi rimangono fuori dal Parlamento, insieme a Italia dei Valori di Di Pietro, sotto la bandiera di Ingroia. Sotto lo sbarramento anche Sel di Vendola, che ha voluto giocare la partita centrista del Pd.

Grillo e Berlusconi, gli stessi meccanismi

Prima precisazione: non ho nulla contro il Movimento 5 Stelle, formazione politica che ha i suoi perché ed essendo entro i limiti della democrazia merita tutto il rispetto del caso.


Prendo spunto, invece, dall’articolo su Beppe Grillo pubblicato sull’Espresso, e che ha fatto tanto incazzare il comico genovese. Perché? Perché ripropone alcune cose che lui ha detto, esattamente come fa lui con tutti gli altri, di cui evidentemente non è fiero ed è troppo orgoglioso per ammetterlo.

Personalmente non stimo più Grillo dal 2007, quando sul suo blog si espresse sui rom con toni razzisti, e dai commenti mi accorsi che metà dei suoi sostenitori era pacificamente razzista. L’altra metà, per fortuna, no. Da allora ho iniziato a notare i difetti di Grillo, e ho scoperto analogie curiose con un altro istrione, il nostro amato leader Berlusconi.

– Entrambi hanno trovato una fama esplosiva con i nuovi media. Silvio con la TV negli anni ’80, Beppe con Internet nei 2000.
– Entrambi usano i media in senso unidirezionale. Silvio usa la TV e i giornali che sono unidirezionali, e si incazza quando altre TV e giornali gli si contrappongono. Internet non è unidirezionale, ma per Beppe è come se lo fosse, e si incazza quando la bidirezionalità gli si ritorce contro.
– Entrambi tendono a parlare senza ascoltare. Silvio dal podio, dal telefono/schermo, Beppe dal palco, dalla webcam/monitor. Non dialogano, monologano. Non rispondono, ma affossano il dissenso con battutacce.
– Entrambi fanno esclamazioni e battute ad effetto, al limite della verità. Spesso sconfinando, perché così funzionano meglio. Offendono, ridicolizzano, caricano l'”avversario” sempre in contumacia, mai in un faccia a faccia.
– Entrambi sono agitatori e istigatori delle piazze, e amano il pubblico e gli spettatori.
– Entrambi si atteggiano da quello che non sono. Silvio è un premier-operaio-pompiere-ferroviere-politico-muratore-cantautore-ecc… Beppe è un comico-economista-fisico_nucleare-ingegnere-agronomo-sociologo-giurista-ecc…
– Entrambi godono di un supporto quasi mistico dei propri seguaci. Quello che loro dicono “è la verità”. E se dicono una cazzata, “contestualizziamo”, oppure “non è da prendere tutto alla lettera” e “comunque c’è un fondo di verità”.
– Entrambi hanno un atteggiamento messianico, chi li segue è bravo, gli altri sono tutti disonesti. Tutti!
– Entrambi sono legittimati dai sostenitori, ingiudicabili perché votati o acclamati.
– Entrambi, ad un certo punto, non contenti del successo professionale (Silvio imprenditore/editore, Beppe comico/attore) hanno deciso di “scendere in campo” con un movimento politico, incentrato sul loro Ego, per rottamare la vecchia politica.

Mi fermo qui. Ma non riesco a non notare come il livello basso del contesto politico e sociale sia ciò che permette l’ascesa (o discesa) politica di questi personaggi fuori dagli schemi. Ciascuno di loro non contribuisce alla crescita del Paese, ma abbassa ulteriormente il livello (morale, culturale, etico, politico, sociale), spianando la strada al personaggio successivo. Chissà, quindi, cosa verrà dopo Grillo.

L’insostenibile leggerezza della verità

Domanda: perché comunichiamo, manifestiamo, protestiamo, ci indigniamo, ci mobilitiamo, ecc.?
Risposta da manuale: perché vediamo leso un nostro diritto, perché vogliamo ripristinare la verità e la giustizia.
Motivo effettivo: perché vogliamo per forza avere ragione e useremo tutti i mezzi a nostra disposizione per ottenerla.

Per la maggioranza di noi la verità non c’entra nulla con l’aver ragione, e i mezzi da noi impiegati (vedi la domanda) vengono usati come arma per conquistare la ragione, non come scudo per difendere il nostro diritto. Esattamente come chi sta al governo, solo che i suoi mezzi per avere ragione sono “il potere”.

Recentemente ho partecipato a una conferenza stampa dell’Italia dei Valori che ha presentato 3 referendum. Presentando quello contro il nucleare, si sono citati un “gravissimo incidente” alla centrale slovena di Krsko nell’estate 2008, la totale “assenza di esperti e tecnologia nucleare in Italia”, e il fatto che una “centrale richiede enormi quantità di acqua”.

Ora, il “gravissimo incidente” non c’è mai stato. L’evento è stato classificato dall’Agenzia internazionale per l’energia atomica come guasto con livello di pericolo “zero”. C’è stata una perdita d’acqua di raffreddamento, il computer l’ha notato e ha spento la reazione, e la Slovenia ha informato l’Aiea e l’Ue come prevedono gli accordi. L’Italia dispone di esperti e tecnologie, tant’è che gli ingegneri dell’Enel installano e gestiscono centrali in giro per l’Europa e ci sono diverse ditte italiane (per esempio la Mangiarotti) che producono componenti. L’acqua utilizzata da una centrale nucleare è più o meno la stessa di una a turbo-gas o carbone, (serve a trasferire il calore e raffreddare) e molto meno di una idroelettrica. Non mi pare che accanto a Krsko ci passi il Mississipi.

Visto che si promuove un referendum, che è lo strumento più democratico che esista, perché bisogna alimentare il panico tra le persone con fatti incompleti o falsi? Non si fa un migliore servizio alla democrazia se si dicono le cose come stanno, e poi che la gente decida?

Utilizzare la comunicazione come arma non porta alla democrazia, ma a una guerra di comunicazione. E come in tutte le guerre la verità è la prima vittima.

Lo abbiamo visto anche nell’uccisione degli attivisti nel “mare di Gaza” da parte dei soldati israeliani, dove è mancata la verità da entrambe le parti. Vada per le bugie uscite da Israele, il governo e l’esercito sono in perenne stato di psicosi da guerra e quello che esce dalla loro bocca serve a combattere. Non so se si rendono conto di quanto è lontano il loro cervello dal mondo reale…

Non è bene, però, che la verità non esca dalle bocche dei pacifisti o attivisti pro-palestinesi, che spesso trascurano le ragioni dell’altra parte. O, ancora più gravemente, accettano la sfida della “guerra di comunicazione” a colpi di chi la spara più grossa per conquistare l’opinione pubblica. Anche non dire tutta la verità, quando la si conosce, è in fondo una bugia.

Per chiunque persegua la giustizia e la democrazia, la verità è l’unica strada possibile e, insidiosa e dolorosa che sia,  non ammette deviazioni.