Era di nuovo accanto a me, sul muretto delle scale, con il suo sguardo curioso che sembrava sempre dire “e adesso che si fa?”. Una ragazza di cui mi ero follemente innamorato durante gli ultimi giorni di un pallido inverno. Pallido come il suo giubbotto imbottito di nylon azzurro. Giorni in cui insieme abbiamo imparato a fumare le prime sigarette, con la sua voce squillate che improvvisamente si faceva più profonda. E poi a tossire. Giorni in cui ero pronto a fare di tutto. Tranne dirle il mio amore. Ero già un tordo senza speranza.

Ed eccola nuovamente qui, uguale. “E adesso che si fa?”, sempre lei con lo sguardo. No, questa volta non mi lascerò sfuggire l’occasione, di far scattare la primavera, con le farfalle, i fiori, i freddi profumi. Il tabacco (tra l’altro di pessima qualità). Le seconde occasioni sono sempre le ultime, questo ho imparato in questi anni. Le prendo la mano lentamente. La sua ha un tic, ma si ferma subito, si lascia prendere. Come per dire “e adesso che si fa?”. “Senti”, le dico trovando il suo sguardo che già sapeva tutto. Ma il rituale va portato a termine, e stranamente le parole nella mia testa sono pronte, allineate e coperte. “Senti. Tu mi pi…”. “PI-PI-PI-PI-PI!!! PI-PI-PI-PI-PI!!! PI-PI-PI-PI-PI!!!”, e mi ritrovo sbavato sul cuscino proprio nel momento più… cavolo!

Ora, io non sono un complottaro, complottomane o che ne so. Però ditemi voi se è o non è questo un chiaro caso di sveglia a orologeria!

GIORNO 4 – Se non mi ammazza il coronavirus, mi ammazzerà ‘sto patriottismo forzato a reti unificate. Tanto svanisce appena si varca la soglia di casa.

Per ‘sta roba di fare il flash-mob “musicale” sui balconi… c’è la mia vicina di casa che sta battendo con una bottiglia vuota di vodka: penso sia lo spirito giusto :)

P.S. programma per il fine settimana: fare schifo sul divano

GIORNO 2 – Certo che starmene a casa e vedermi su ogni singolo display, ogni 7,3 secondi, qualcuno che continua a dirmi di starmene a casa, un po’ comincia a farmi girare gli zebedei.

Non è né coprifuoco, né quarantena generale (ancora)… e se uno senza sintomi in solitaria vuole andare a raccogliere asparagi, si può fare. Relax & Netflix. Stay a cas & don’t cagg the cats agl altry.

P.S. dal Giorno 4: lo “staiacasismo” era appena iniziato… #staiacasa #staisulcazzo

PD, apro e chiudo parentesi

A me, in realtà, Renzi stava simpatico. Parla un po’ troppo, però nel fare è quello si è avvicinato di più al traguardo di cambiare radicalmente il Paese. Ma è rimasto impallinato al referendum costituzionale perché l’ha trasformato in una consultazione su di lui… perché parla troppo.

Non penso che il crollo della sinistra sia imputabile a Renzi. È che il PD è un partito che accoglie di tutto, il peggio e il meglio, che poi si annullano.

Un solo esempio: Minniti. Ministro degli interni che si mette a fare politica estera in un paese in guerra civile (Libia), stringe accordi con alcune milizie libiche (soldi, armi, navi, addestramento) perché trattengano i migranti in un paese in guerra (lager, torture, tratta di esseri umani, riduzione in schiavitù, uccisioni), perché impediscano a ONG di operare i salvataggi in mare (speronamenti, minacce) e ritrascinino i naufraghi o indietro in Libia, o in fondo al mare. I naufragi, pare, preferiscono di gran lunga la seconda opzione.

Spero che Minniti sia chiamato a rispondere davanti a un giudice per questa serie di violazioni al diritto umanitario e internazionale. Fino ad allora, il fatto che lui venga considerato uno dei campioni del suo partito porta me, che già non voto il PD, a non votarlo con ancora più insistenza.